Letta: con ddl stabilità per la prima volta ridotte le tasse

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"Dalla crisi si esce un passo per volta" dice il premier a chi critica il provvedimento. Sul cuneo fiscale: "Abbiamo messo a disposizione 5 miliardi il Parlamento deciderà come usarli". E sulle dimissioni di Monti: "Sono abituato a instabilità". VIDEO

E' evidente che se ci fossero stati più soldi saremmo stati tutti contenti di metterne di più a disposizione, ma dalla crisi si esce un passo per volta". Così Enrico Letta, in un’intervista al Tg1, commenta le polemiche sulla legge di Stabilità. "Penso e credo che sia importante dire ai critici dire: 'Forse era meglio una legge di stabilità come gli anni scorsi, con tagli alla sanità e al sociale, con aumenti di tasse?'". "E' una legge di Stabilità che per la prima dopo molti anni non tocca la sanità, mette degli investimenti sociali e soprattutto riduce le tasse", ha sottolineato.

Letta ha poi difeso il provvedimento che taglia il cuneo fiscale. "Quella dei 14 euro in più in busta paga è "una polemica inventata". "Noi abbiamo messo a disposizione 5 miliardi di euro in tre anni di riduzione di tasse per i lavoratori. Il Parlamento e le parti sociali decideranno come usare questi 5 miliardi di euro e io spero che li usino al meglio per far sì che il beneficio fiscale vada a chi ha più bisogno, penso alle famiglie con più figli", ha spiegato il premier.

Il premier ha anche chiarito non temere una leadership forte del Pd dopo il congresso che potrebbe eleggere Matteo Renzi segretario: "Non lo temo anzi spero che ci sia forte impegno, una forte leadership perché i problemi sono complicati". "Ho bisogno di leadership forti, di partiti coesi e di un governo come il nostro che, nonostante difficoltà e instabilità, ha voglia di affrontare i problemi per come sono e soprattutto di mettere in campo le soluzioni".

A proposito poi delle dimissioni di Monti in polemica con il sostegno alla legge di Stabilità e del malcontento del viceministro Fassina, "ormai sono abituato a convivere con l'instabilità - dice Letta - ma lo faccio perché voglio che ci sia un governo funzionante. Parlerò con Monti e Fassina ma sono convinto che saranno questioni che ci consentiranno poi di essere più forti".

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