"Giù le mani dalla costituzione": migliaia in corteo a Roma

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Mobilitazione in difesa della Carta promossa da alcuni giuristi, Don Ciotti e il segretario della Fiom Maurizio Landini. In piazza anche Stefano Rodotà. Oltre 200 le realtà locali e nazionali che hanno risposto all’appello. VIDEO

Da piazza della Repubblica a piazza del Popolo, con Stefano Rodotà e Maurizio Landini e tanti altri. Sfila per le strade della Capitale e riempie una delle sue piazze più prestigiose la manifestazione in difesa della Costituzione, registrando un presenza inattesa forse anche dagli stessi promotori. "Non c'è da cambiare la Costituzione ma il Paese attraverso la Costituzione", rivendica il segretario Fiom. E il giurista gli fa eco: "Stare intorno alla Costituzione significa in questo momento evitare un rischio per la democrazia" (FOTO).

Oltre a Rodotà e Landini, in prima fila ci sono gli altri promotori: Lorenza Carlassarre, Gustavo Zagrebelsky e Don Luigi Ciotti che tuona dal palco: "La costituzione è stata tradita! Sennò non saremmo qui". Interpellato sulle recenti parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, Landini afferma: "Io non devo rispondere niente a nessuno. In tanti dovranno rispondere a questa piazza". E il leader di Sel Nichi Vendola, sullo stesso tema, risponde: "Ho rispetto per il presidente della Repubblica anche quando non sono d'accordo con lui, ma non credo che questo Parlamento si possa arrogare il diritto di cambiare la Costituzione, anche perche' e' figlio di una legge elettorale incostituzionale".

Tanti gli esponenti politici presenti in piazza del Popolo: da Paolo Ferrero, a Giuseppe Civati fino ad Antonio Di Pietro e Antonio Ingroia. Ma nella folla di attivisti, studenti, cittadini, sventolano anche bandiere del M5S, dei No Tav, del movimento per l'acqua pubblica, oltre alla maggior parte che fanno riferimento alla protagonista della giornata: la Costituzione. Sulle note di Bella Ciao, i manifestanti ascoltano gli interventi dal palco e l'attesa chiusura di Rodotà, acclamato sin dal suo arrivo al corteo. "Vorrei che il presidente del Consiglio usasse parole di verità, mentre usa una sottile forma a metà tra la distorsione e il terrorismo psicologico", dice Rodota' e poi spiega: "Non deve dire che noi ci opponiamo alle riforme, noi siamo d' accordo. Se avessero presentato quei disegni di legge avrebbero avuto tutto il nostro consenso. Hanno creato un meccanismo molto contorto, per non dire altro, per far passare ciò che non è condiviso". "Per ridurre il numero dei parlamentari, per far funzionare meglio il Parlamento non c'è bisogno di derogare all' art.138 - dice anche Landini -. La descrizione che viene data che noi saremmo conservatori e' una doppia sciocchezza".

Secondo Rodotà "Si sta facendo un'operazione assai più difficile della creazione di un partitino. E' qualcosa di molto più impegnativo, è il tentativo di restituire a tutti uno spazio politico. La domanda e': possiamo mettere insieme una coalizione dei vincenti per essere protagonisti? Una coalizione dei vincenti che devono essere capaci di far massa critica". Dal Governo, il ministro Gaetano Quagliariello commenta: "Credo di avere il dovere della piu' grande attenzione e disponibilita' nei confronti di tutti. Ma credo anche di dover dire con altrettanta chiarezza che le argomentazioni effettive saranno più forti se non si riveleranno dei pretesti".

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