Renzi: Italia in 20 anni ha perso tempo. E' ora di cambiare

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Dalla scuola al bipolarismo, il sindaco di Firenze apre a Bari la corsa alla segreteria del Pd. "Gigantesco errore affrontare così amnistia e indulto". Sulla scuola "faremo grande campagna di ascolto". E aggiunge: "Un intero establishment ha fallito"

Amnistia, scuola, bipolarismo. Sono questi alcuni dei temi che Matteo Renzi ha affrontato dal palco della Fiera del Levante di Bari da dove ha preso il via la sua corsa alle primarie per la segreteria del Pd, che si terranno il prossimo 8 dicembre.
Cambiamento è la parola d'ordine, come recita lo slogan della sua campagna elettorale (LE FOTO): "Uno, l'Italia deve cambiare verso l'Europa. Due, il Pd deve cambiare verso l'Italia. Tre, noi dobbiamo cambiare verso il Pd". Poi, ha ironizzato sui tanti che si sono schierati con lui dopo averlo per anni contrastato: "Sul carro non si sale, il carro si spinge perché c'è da lavorare...", ha chiarito nel suo intervento.

"Ha fallito un intero establishment" - Un discorso durato circa un'ora e partito da una dura analisi della situazione del Paese: "L'Italia di questi 20 anni è un'Italia che ha perso tempo e non ha risolto i problemi delle persone". C'è un "intero establishment che ha fallito e nessuno ha il coraggio di dirlo". E' per questo, dunque, che è arrivato il momento di cambiare l'Italia e di cambiare il Pd. "Il Pd, se continua come adesso, non vince. E un partito che non vince mai non serve, perché vincere è l'unico modo perché l'Italia torni a crescere". Insomma, ha assicurato Renzi, il Pd è l'unico a poter favorire il cambiamento. "Innanzitutto perché non ci sono alternative e lo dico con un po' di amarezza", ha sottolineato. "Quelli dei Cinque stelle ce li perdiamo sui tetti di Montecitorio, intervengono per farci la morale. Ma quando Grillo aveva preso 8 milioni di voti avevamo la speranza che potesse cambiare qualcosa", ha spiegato. Invece "quegli 8 milioni sono lì fermi, messi da una parte". Quanto al centrodestra, invece, "è in tutt'altra faccenda affaccendato".

Amnistia, Bossi-Fini, bipolarismo - Renzi è poi entrato nel merito delle polemiche politiche dell'ultimo periodo. "Affrontare così il tema dell'amnistia è un gigantesco errore. Cambiamo prima la Bossi-Fini e la Fini-Govanardi, non hanno funzionato. E interveniamo su riforme strutturali, come la custodia cautelare" ha affermato. Poi ha rilanciato il tema della legge elettorale e ha promesso che entro novembre sarà presentata la proposta di riforma. "Se vinciamo noi, deve essere chiaro che saremo i principali custodi del bipolarismo, saremo le sentinelle del bipolarismo". Tre i punti fermi: "Primo, quando scrutini sai chi ha vinto. Secondo, quello che ha vinto è il colpevole delle cose che non fa e non avrà alibi. Terzo, che c'è un'alternanza", ha spiegato. Quanto al governo Letta: "Se fa cose utili, lo sosteniamo". VIDEO


Su scuola, grande campagna d'ascolto - Il sindaco di Firenze punta anche sulla scuola. "Da gennaio andremo comune per comune, scuola per scuola e piazza per piazza" e "sarà la più grande campagna di ascolto mai tentata". Perché, ha ammesso, "abbiamo il voto degli insegnanti,  ma non ci siamo mai preoccupati di essere fino in fondo al fianco degli insegnanti".

Alla fine, si è tolto un sassolino dalla scarpa. "Lo scorso anno ero quello da abbattere. Non da battere. Ora da appestato sono diventato un eroe. Non sono né l'uno né l'altro. Non era un infiltrato prima, non sono il salvatore della Patria ora".

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