Grillo: "No allo stop del reato di clandestinità"

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Il leader del Movimento e Casaleggio sconfessano i senatori 5 Stelle che hanno presentato l'emendamento che ha ottenuto il sì della Commissione: "La loro posizione è del tutto personale". L'assemblea degli eletti chiede un incontro con l'ex comico

"L'M5S non è nato per creare dei dottor Stranamore in Parlamento senza controllo". Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, in un post a doppia firma pubblicato sul blog del leader del Movimento, attaccano i due senatori che mercoledì 9 ottobre hanno presentato in commissione Giustizia l'emendamento per l'abolizione del reato di clandestinità poi approvato. "Non siamo d'accordo sia nel metodo e nel merito" scrivono, precisando che "la loro posizione in Commissione è del tutto personale, non faceva parte del programma".



"Lo stop al reato di clandestinità non è nel programma" - Nonostante, proprio mercoledì 9 ottobre, dopo il voto della Commissione, il gruppo del Movimento in Senato abbia pubblicato sul blog di Beppe Grillo un post nel quale si annunciava: "Non lasceremo più morire nessuno in maniera inumana, ci sarà più sicurezza, più legalità e più umanità", Grillo e Casaleggio sembrano non avere dubbi e ritengono che l'emendamento è un invito ad imbarcarsi per l'Italia. "Il messaggio che riceveranno sarà interpretato nel modo più semplice: 'la clandestinità non è più reato'. Quanti clandestini siamo in grado di accogliere se un italiano su otto non ha i soldi per mangiare?". Quella proposta, ribadiscono i leader, "non è stata discussa in assemblea con gli altri senatori del M5S, non faceva parte del Programma votato da otto milioni e mezzo di elettori, non è mai stata sottoposta ad alcuna verifica formale all'interno". E ancora: "Sostituirsi all'opinione pubblica, alla volontà popolare - si legge ancora nella nota  - è la pratica comune dei partiti che vogliono "educare" i cittadini, ma non è la nostra".

Le nuove proposte devono essere approvate sul blog -
In un successivo post, Grillo ha anche voluto precisare che "in caso di nuove leggi di rilevanza sociale non previste dal Programma, come può essere l'abolizione del reato di clandestinità, queste devono essere prima discusse in assemblea dai proponenti e quindi proposte all'approvazione del M5S attraverso il blog".

Buccarella: "Non è stato un errore" -
Ma il richiamo di Grillo suscita nel Movimento reazioni contrastanti, come emerge anche dai commenti sul blog. Buccarella (senatore che ha proposto l'emendamento) non solo si dice "sorpreso", ma rivendica l'iniziativa: "Non è stato un errore". Mentre la capogruppo al Senato Paola Taverna ha inviato una mail ai colleghi di palazzo Madama con l'indicazione di mantenere il silenzio stampa fino all'assemblea che si è svolta in serata.

Presto un incontro eletti-Grillo
- E dall'assemblea congiunta di deputati e senatori sarebbe emersa la volontà di organizzare nei prossimi giorni un incontro tra Grillo e gli eletti. "Grillo ha promesso che verrà", spiega un parlamentare M5S che racconta di un chiarimento "sereno" avvenuto in assemblea. Anche se qualche polemica non è mancata, nel merito e nel metodo seguito da Grillo. Prima dell'inizio della riunione, Maurizio Buccarella si era mostrato sereno e sicuro che ci sarebbe stato un chiarimento (VIDEO) "anche sulle dinamiche nei gruppi in Parlamento per affrontare quei temi che non rientrano nei 20 punti del programma". Ma, i senatori soprattutto, sono infastiditi per il post Grillo-Casaleggio. Un post che Buccarella ha definito "non saggio e non pensato sufficientemente". Anche se parla di "esperimento" e quindi, ha concesso, "anche loro, a modo loro, stanno cercando di costruire questo esperimento...". E quindi, è il senso, si puo' sbagliare. Toni concilianti e sereni anche se, secondo quanto si apprende, sono molti i deputati che pretendono a questo punto delle "risposte a tutte le domande che ci poniamo oggi".

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