#NonDimenticheremo, l'hashtag di Grillo diventa conteso

Il tweet di Grillo che ha dato origine a tutto.
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Lanciata dal leader del Movimento 5 Stelle per contestare governo e “casta”, l'etichetta è stata presto utilizzata dai critici dei grillini per sbeffeggiare il comico e le sue iniziative. Uno Storify

di Raffaele Mastrolonardo

I franchi tiratori che hanno affossato Prodi al Quirinale. No, la trasparenza intermittente del M5S. Il degrado della politica nei decenni passati. No, il mancato sostegno dei “cinque stelle” a un governo Bersani. Oppure la vicenda Monte dei Paschi opposta alle “epurazioni” nel partito di Grillo e l'Italia privata del futuro contro le offese di Vito Crimi a Berlusconi su Facebook. Le cose da non dimenticare nella politica di questi mesi sono probabilmente tante. Ma la scelta di quali ricordare dipende dai punti di vista e questi come, accade spesso in Rete, finiscono per polarizzarsi. L'ultima dimostrazione è andata in scena tra domenica e lunedì quando su Twitter gli utenti si sono scontrati intorno all'etichetta #NonDimenticheremo.

Lanciato da Beppe Grillo in un post sul suo blog in cui criticava il presidente della Repubblica Napolitano, il governo Letta e la sua maggioranza, l'hashtag è diventato presto oggetto di contesa tra fan del comico e critici del movimento. Questi ultimi si sono impossessati dello slogan ritorcendolo contro il suo autore. Il quale, forse anche per questo, ha presto smesso di usarlo. “Si tratta di meccanismi che accadono in Rete, soprattutto quando si tratta di personaggi e hashtag polarizzanti.”, spiega Giovanni Bocca Artieri, professore di Internet Studies all'Università di Urbino Carlo Bo. Il fatto è che il web è un palcoscenico particolare, racconta Artieri: “Uno pensa di rivolgersi al proprio pubblico ma il messaggio arriva a tutti e può dunque essere utilizzato liberamente. Accade per le pop star, per esempio tra i fan di Justin Bieber e One Direction. E' accaduto recentemente anche nel caso della campagna #Guerrieri lanciata da Enel”. Qui di seguito abbiamo cercato di ricostruire la vicenda che segna un altro capitolo nell'evoluzione del rapporto tra politica e Rete.

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