Alfano risponde a Letta: "Il Pdl non accetta ingerenze"

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Dopo le parole del premier a SkyTG24 sulla fine del ventennio berlusconiano, i falchi attaccano: toni inaccettabili. Agitano il partito anche le dichiarazioni di Fitto ("azzerare tutte le cariche") e il caso delle dimissioni accettate della Biancofiore

Agitano il Pdl le dichiarazioni a SkyTG24 del premier Letta che, intervistato da Maria Latella, ha sostenuto che col voto di fiducia al suo governo "Alfano ha vinto" ed è "finita una stagione lunga 20 anni".

Alfano: "Non accettiamo ingerenze" - "Non accettiamo e non accetteremo ingerenze nel libero confronto del nostro Movimento politico! E questo vale anche per il presidente del Consiglio e per il segretario del  Partito democratico" è il commento del segretario del Pdl e vice premier Angelino Alfano. Parole che arrivano dopo che una sfilza di voci del Pdl si erano levate contro Letta all'interno del partito.

Falchi del Pdl contro Letta - "Non condivido affatto i giudizi espressi oggi dal premier Enrico Letta. Anzi li trovo ingenerosi nei confronti del presidente Silvio Berlusconi, inutilmente polemici nei confronti del Pdl e arrischiati sul piano politico" è il duro giudizio del coordinatore del Pdl Sandro Bondi. "E' sempre buona regola non entrare mai nelle vicende di un altro partito in particolare di un alleato di governo. Letta corre troppo. La chiusura dell'epoca berlusconiana è evidentemente un suo contraddittorio desiderio che stride col sostegno che Berlusconi sta garantendo al suo governo e non ne aiuta la stabilità" attacca anche Maria Stella Gelmini. Per Maurizio Gasparri poi "i toni liquidatori di Enrico Letta nei confronti di Berlusconi non possono essere accettati da nessuno nel nostro partito. Un conto sono la stabilità dell'Italia e la transizione nel centrodestra. Altro è il cinismo che cancella la storia di un leader e la validità di un percorso di centrodestra". Dello stesso avviso Daniele Capezzone, secondo cui "i toni sprezzanti di Enrico Letta verso Silvio Berlusconi sono avvilenti e spiegano molte cose. Non c'è niente da capire', diceva una vecchia e grande canzone".
Le parole di Fitto e il caso Biancofiore agitano il partito - Ad animare il dibattito all’interno del partito anche le dichiarazioni di Raffaele Fitto al Corriere della Sera (che chiede l’azzeramento di tutti gli incarichi di partito" e la "convocazione di un congresso straordinario") e il caso di Michaela Biancofiore, le cui dimissioni da sottosegretario, sono state accettate, a differenza di tutti gli altri esponenti del governo.
"La discussione con i ministri ha  portato a respingere le loro dimissioni, altri sottosegretari hanno ritirato le loro dimissioni. Biancofiore non ha ritirato le dimissioni quel giorno e io, per far capire che le cose sono cambiate, ho deciso di accettarle" ha spiegato Letta.

Grillo: "Neanche un pazzo si affiderebbe a Letta e Alfano" - Intanto spara a zero sul governo il leader del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo. "Neppure un pazzo affiderebbe alla coppietta del crack, Capitan Findus Letta e Pesce Palla Alfano, i destini di una nazione. Napolitano lo ha fatto, lo fa, si crede invulnerabile come chi è sopravvissuto a tutto e a tutti". "A loro della volontà popolare non gliene frega un beneamato cazzo. Occupano Palazzo e istituzioni da decenni e non se ne vogliono andare", afferma il leader M5S sul suo blog. "Siamo in guerra e ormai non è più un modo di dire. E' necessario schierarsi".

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