Giustizia, in arrivo braccialetto elettronico anti-stalking

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Via libera a due modifiche del Pd al testo sul femminicidio, in discussione in Commissione alla Camera. Intercettazioni estese alle indagini sui presunti stalker. Introdotto invece un limite all'irrevocabilità della querela. VIDEO

Intercettazioni e braccialetto elettronico per bloccare gli stalker. Passano due emendamenti Pd al decreto sul femminicidio, in discussione nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera. E arrivano le prime novità per contrastare la violenza contro le donne e rafforzare la lotta ai "reati sentinella", quelli che molte volte precedono l'omicidio di mogli, figlie, fidanzate. Mentre viene limitata alle molestie gravi l'irrevocabilità della querela. 

Il braccialetto elettronico - Larga maggioranza nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera su una modifica del Pd al testo sul femminicidio. Il giudice potrà disporre l'uso del braccialetto elettronico per chi sia stato allontanato dalla casa familiare per stalking o maltrattamenti. Viene infatti permessa l'applicazione a questi reati dell'articolo 275 bis del Codice di procedura penale, sugli strumenti di "controllo mediante mezzi elettronici o altri strumenti tecnici" che possono essere decisi dal giudice, previo consenso dell'imputato.
"Qualsiasi strumento elettronico, compreso il braccialetto, rende più facile la vigilanza", ha commentato il ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, a margine di un convegno sui 50 anni delle donne in magistratura. Il braccialetto elettronico, ha ricordato il ministro, "è uno strumento a disposizione già da 10 anni ma finora non ha avuto grande successo, anche perché il suo uso è legato alle scelte tecniche dei magistrati".

Le intercettazioni telefoniche - Un altro emendamento Pd estende poi le intercettazioni alle indagini sui reati di stalking. Rispetto al testo del governo, invece, si esclude la possibilità di applicare l'allontanamento dalla casa familiare ai casi di lesioni lievi. E si introduce "un'aggravante generica per i reati di violenza contro le persone, commessi ai danni o in presenza di un minore di 18 anni o di una donna in gravidanza".

Il dibattito sul ritiro della querela - Lunga discussione, poi, in commissione, sulla irrevocabilità della querela per stalking: prevista dal decreto, non convince una parte dello stesso Pd. Alla fine, si trova una mediazione con un emendamento dei relatori Donatella Ferranti (Pd) e Francesco Paolo Sisto (Pdl): la querela è irrevocabile nei casi di minacce gravi e reiterate, ma può essere ritirata quando si tratti di molestie meno gravi. Viene però introdotto il principio "importante", sottolinea Ferranti, che la revoca può avvenire solo davanti all'autorità giudiziaria.

I prossimi step del decreto - Le commissioni, dopo aver approvato l'articolo 1 e iniziato l'articolo 2, si sono aggiornate a lunedì 30 settembre. Mercoledì 2 ottobre il testo dovrebbe approdare nell'Aula della Camera. In una corsa contro il tempo per evitare che decada, visto che la scadenza è il 15 ottobre e il provvedimento deve ancora passare al Senato.

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