Governo, tensione in Cdm. Letta chiederà fiducia alle Camere

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Quasi tre ore di discussione a Palazzo Chigi: esecutivo vicino alla crisi. Il premier, dopo l'incontro con Napolitano, si sfoga: "O si rilancia o si chiude questa esperienza". Intanto salta il decreto Iva. LA CRONACA DELLA GIORNATA

Il chiarimento in Consiglio dei ministri è fallito. Il governo è appeso ad un filo. Lo scontro totale tra Pd e Pdl ha fatto saltare la "manovrina", rendendo quasi inevitabile l'aumento dell'Iva dal primo ottobre. Ma soprattutto, a Palazzo Chigi, si è consumato lo strappo forse definitivo tra i due principali partiti di maggioranza. Il premier Letta chiederà la fiducia alle Camere all'inizio della prossima settimana e verificherà in Parlamento se ha ancora in numeri per governare.

"Un'efficace azione di governo è evidentemente incompatibile con le dimissioni in blocco dei membri di un gruppo parlamentare che dovrebbe sostenere quello stesso esecutivo. O si rilancia o si chiude questa esperienza", ha detto il Presidente del Consiglio aggiungendo: "Non ho alcuna intenzione di vivacchiare o di prestare il fianco a continue minacce e aut-aut. Quanto accaduto mercoledì scorso proprio mentre rappresentavo l'Italia all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite è inaccettabile".

In attesa del chiarimento in Parlamento, il Cdm ha bloccato ogni decisione governativa sui temi di natura fiscale ed economica. "La sospensione è dovuta in particolare all'impossibilità di impegnare il bilancio su operazioni che valgono miliardi di euro senza la garanzia di una continuità nell'azione di governo e Parlamento", si legge nella nota di Palazzo Chigi.

Il governo "l'ha voluto il Pdl e il Pdl non si fa scaricare le responsabilità di un'eventuale crisi", ha ribattuto, a quanto si apprende, il vice premier Angelino Alfano. Il segretario Pdl rilancia la richiesta di chiarimento fatta dal premier. "Non vogliamo chiarimenti - assicura - che servono per tirare a campare. Il governo va avanti se centra gli obiettivi. Occorre mettere la giustizia dentro il chiarimento. Senza questo sarebbe ipocrita".

L'incontro Letta - Napolitano - Prima del Cdm il premier è stato quasi un'ora e mezza a colloquio con Napolitano al Quirinale. Dopo le minacce di dimissioni del Pdl, Letta, rientrato dagli Stati Uniti, ha incontrato il capo dello Stato per fare il punto della situazione ed ha dato il suo benestare al doppio chiarimento in Cdm e in Aula.

Intanto, nella giornata di venerdì 27 settembre, il presidente della Repubblica è tornato a farsi sentire anche in pubblico. Parlando da Milano, ha accusato: oggi gli scontri politici, diversamente che in passato, producono "smarrimento di ogni nozione di confronto civile e di ogni costume di rispetto istituzionale e personale". Il capo dello Stato ha definito anche "un'anomalia italiana" il voto anticipato.

E mentre il Pdl va avanti sulle dimissioni dei parlamentari in caso di decadenza da senatore di Silvio Berlusconi, per il 4 ottobre è stata indetta la manifestazione "Siamo tutti decaduti". Dal Pd, invece, Franceschini - che in serata ha incontrato i ministri del Pd - avverte: è il momento della chiarezza, stop ipocrisie (VIDEO). E dal palco della direzione del Pd Guglielmo Epifani afferma: "Scherzano col fuoco - e aggiunge - Se vi sarà una crisi dovrà emergere in Parlamento. Ha fatto bene il Presidente Enrico Letta a dire quel che ha detto".

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