Napolitano al Pdl: assurdo parlare di colpo di Stato

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Dura nota del Colle dopo l'ipotesi di dimissioni in massa dei parlamentari azzurri. Ma il centrodestra va avanti. Interviene anche Letta dagli Usa: "Gesto del Pdl umiliazione per l'Italia"

Governo a un passo dalla crisi dopo che il Popolo della Libertà ha annunciato dimissioni di massa in caso di decadenza di Berlusconi da senatore.  Letta, da New York, chiede un'immediata verifica del governo (in ambienti di Palazzo Chigi si parla di chiarimenti in Cdm o in Parlamento) e definisce quanto accaduto proprio mentre lui si trovava negli Usa "un'umiliazione per l'Italia". Intanto scoppia lo scontro istituzionale tra Pdl e Quirinale dopo che Napolitano, in una nota, ha  lanciato un nuovo forte richiamo alla responsabilità al Pdl.

Napolitano: annunci inquietanti - "E' grave e assurdo" evocare il colpo di Stato, dice il presidente della Repubblica (qui la nota integrale), e respinge le pressioni per lo scioglimento delle Camere. "C'è ancora tempo - suggerisce - per esprimere vicinanza politica" a Berlusconi, "senza mettere in causa il pieno svolgimento delle funzioni dei due rami del Parlamento". Poi avverte che "le sentenze si applicano" e ribadisce la "non interferenza" di Quirinale e Palazzo Chigi su "decisioni indipendenti dell'autorità giudiziaria". Immediata la risposta dei capigruppo del Pdl Schifani e Brunetta che in una nota rivendicano la propria posizione. E intanto il Pdl da il via alla raccolta delle firme per le dimissioni dei parlamentari. Se l'azione annunciata dal Pdl dovesse concretizzarsi, la Lega con Maroni si dice pronta a sostenerla.

Letta: "Riuscirò a convincere tutti"
- Ma nonostante tutto, il premier Letta, che domani 27 settembre vedrà Napolitano per definire la modalità con cui fare una verifica della maggioranza, ostenta sicurezza: "Domani torno a Roma e sono certo che riuscirò a convincere tutti sulla corretta priorità dei problemi in agenda". Il segretario del Pd Guglielmo Epifani invece ribadisce: "Ognuno si assuma fino in fondo la responsabilità dei propri atti".

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