Il caso Telecom agita la politica. Letta: "Vigileremo"

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"Si tratta di una società privata e siamo in un mercato europeo" dice il premier dopo il passaggio della compagnia a Telefonica. Il presidente del Consiglio riferirà alla Camera martedì 1 ottobre. Grillo: "Si blocchi la vendita coi soldi della Tav"

"Guardiamo, valutiamo, vigileremo sul fronte occupazionale, ma bisogna ricordare che Telecom è una società privata e siamo in un mercato europeo". Così il premier Enrico Letta commenta il dossier Telecom dopo che per tutta la giornata di martedì 24 settembre, da destra a sinistra, si sono susseguite richieste di chiarimenti sull'operazione che ha portato al passaggio della compagnia italiana alla spagnola Telefonica. Letta ha anche sottolineato che "capitali europei potrebbero aiutare Telecom a essere migliore rispetto a come è stata in questi 15 anni", dopo la privatizzazione. Il presidente del Consiglio riferirà inoltre alla Camera sulla vicenda martedì 1 ottobre alle 10.30, dopo che la richiestadi un chiarimento era stata avanzata da più parti politiche.

Il Pd e il Pdl chiedono chiarimenti - "Le notizie che arrivano sul caso Telecom sono molto preoccupanti perché riguardano asset strategici del nostro paese" le parole di Roberto Speranza, capogruppo Pd alla Camera che aveva sollecitato: "Il governo venga al più presto a riferire alla Camera circa il futuro di questa azienda". Richiesta sostenuta anche dai capogruppo al Senato di Pd e Pdl Zanda e Brunetta. E la richiesta è stata accolta dal premier che riferirà il prossimo 1 ottobre a Montecitorio.

Bondi (Pdl): "Serve commissione di inchiesta" - "L'acquisto della Telecom da parte di una società spagnola è l'epilogo di una vicenda che ha visto spogliata, letteralmente saccheggiata e distrutta, una delle migliori aziende italiane" è l'affondo del coordinatore del Pdl, Sandro Bondi. "Naturalmente – prosegue Bondi - su tutta questa vicenda la magistratura non ha mai avuto nulla da dire. Per questo l'unico modo di fare luce su questo scandalo è l'istituzione di una commissione d'inchiesta parlamentare".

Grillo: "Bloccare la vendita coi soldi della Tav"
- Anche il Movimento 5 Stelle, con Beppe Grillo, contesta l’operazione e dal suo blog avanza una proposta: il governo blocchi "la vendita a Telefonica con l'acquisto della sua quota, è sufficiente dirottare parte dei miliardi di euro destinati alla Tav in Val di Susa che neppure il governo francese vuole più".

Lega Nord: "Fallimento annunciato" - Parla di "fallimento annunciato" infine la Lega per bocca dei componenti delle commissioni trasporti e telecomunicazioni del Carroccio di Camera e Senato, Davide Caparini e Jonny Crosio. "E’ fondamentale – scrivono gli esponenti leghisti - comprendere se c'è e quale è, la visione strategica del Governo, quali siano gli accordi con i nuovi investitori, su temi come lo scorporo della rete, fondamentale per  garantire la libera concorrenza del mercato, migliori prezzi e servizi".

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