Renzi: "Non voglio far cadere il governo, ma farlo lavorare"

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Il sindaco di Firenze sprona l’esecutivo: “Tifo per Letta ma deve fare gli interessi degli italiani”. E sulle prossime elezioni: “Considero una iattura non poter battere Berlusconi”. Poi una stoccata al Pd: “Il gruppo dirigente non vuole il congresso

"Il governo Letta-Alfano è un governo di larghe intese, ha senso se fa le cose e non se le rinvia". Il sindaco di Firenze Matteo Renzi (uno dei quattro candidati alla segreteria del Pd) sprona l'esecutivo a fare di più. Nel corso di un'intervista su La7, il primo cittadino, sconfitto alle primarie democratiche dello scorso anno da Pier Luigi Bersani, spiega la sua ricetta: "Un governo di larghe intese deve fare le cose nell'interesse del Paese; se le fanno nell'interesse dei singoli partiti allora vanno a casa, può essere anche nel 2015, ma vanno a casa".
Alla domanda se ha fretta di andare a elezioni anticipate, Renzi ha replicato: "Io ho la fretta degli italiani: una famiglia che va in banca non riceve ancora i soldi; un professore che ha vinto il concorso e sta a casa ha fretta che si faccia la riforma della scuola. Io ho fretta non di far cadere il governo ma di far lavorare il governo".
"In un Paese civile - ha insistito il sindaco di Firenze - si fa il governo di larghe intese per fare le cose. Quando i tedeschi hanno fatto le larghe intese hanno fatto le cose, non 'una a te ed una a me', non hanno messo le bandierine per i partiti". "Io tifo per Letta - ha aggiunto - ma non si può impedire di dire la verità: il governo faccia gli interessi degli italiani".

“Berlusconi? Iattura non poterlo battere” - "Considero una iattura non poter battere Berlusconi alle elezioni". Il sindaco di Firenze ha infatti detto di ritenere "che ragionevolmente Berlusconi non potrà candidarsi" (in seguito alla condanna della Cassazione nel processo Mediaset: LA TIMELINE). Secondo Renzi "Berlusconi ha perso una grandissima occasione, perché quando governava aveva una maggioranza di oltre 100 deputati e poteva fare la rivoluzione liberale. Invece ha preferito difendere lo status quo".
"Mi dispiace che non si possa candidare - ha proseguito il sindaco di Firenze - perché mi sarebbe piaciuto batterlo. Durante la campagna elettorale gli avrei detto: 'Ma che hai un fratello gemello che ha governato in questi venti anni?'".

Attacco alla dirigenza Pd - Nel corso del suo intervento non è mancata una stoccata al partito, impegnato lo scorso weekend in un'assemblea piuttosto tesa: "L'unico obiettivo di un gruppo dirigente rancoroso è quello di rinviare il Congresso". "Facciano loro - ha detto il sindaco di Firenze - io sto in un angolino ad aspettare che decidano, ma io come loro mai".
"L'assemblea - ha detto Renzi - ha fatto una brutta figura, ha perso un'occasione per parlare del Paese. I candidati hanno tentato di farlo, ma qualcuno vuol bloccare il Congresso". Renzi ha messo sotto accusa l'attuale dirigenza del partito: "Il punto è che il Pd ha perso le elezioni, è riuscito nell'impresa di far uscire Berlusconi dall'abisso. Da allora discute sul Congresso, sulle primarie e su come rinviare tutto".
"Ogni giorno - ha proseguito - qualcuno si alza per bloccare il congresso. Facciano loro - ha concluso - perdere tempo no. La verità è che in questa assemblea c'è una parte di dirigenti che ancora non ha capito che ha perso le elezioni".

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