Letta: "Italia è Stato di diritto, nessuno è perseguitato"

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Il premier interviene il giorno dopo il videomessaggio di Silvio Berlusconi: "Rispetto pieno per il lavoro della magistratura". Sul governo: "Non siamo un punching ball, continuiamo a lavorare". Berlusconi: "Sosteniamo esecutivo finché mantiene impegni"

Il giorno dopo il videomessaggio nel quale Silvio Berlusconi attacca la magistratura e rilancia Forza Italia arriva da Palazzo Chigi la risposta di Enrico Letta alle parole del Cavaliere. "Siamo in uno Stato di diritto non ci sono persecuzioni" afferma il premier nel corso della conferenza stampa di presentazione del piano Destinazione Italia, progetto nato con lo scopo di attrarre investimenti esteri nel nostro paese.

Letta "Paradossale voler far passare il messaggio che in Italia non c'è stato di diritto" - "Sarebbe paradossale - ha spiegato Enrico Letta - se nel momento in cui presentiamo un piano per l'attrazione degli investimenti passasse il messaggio che l'Italia è un paese in cui lo stato di diritto non funziona", ribadendo inoltre che "vogliamo rispettare l'autonomia della giustizia e il lavoro dei magistrati, un rispetto pieno e totale".

Letta: "Non c'ho scritto Jo Condor sulla testa" - Rispetto alle tensioni che attraversano la maggioranza, a causa della possibile decadenza di Silvio Berlusconi da senatore, il premier Letta ha spiegato: "Come vedete noi stiamo lavorando in modo, molto concreto e attento per gli italiani e non ho nessuna intenzione che si creino cortocircuiti su questi temi". "Vedo che c'è la volontà di usare il governo come una specie di punching ball, tutti se le danno di santa ragione...", ha aggiunto. "Per cui - ha detto Letta - lavoriamo e continuiamo a farlo, l'unica immagine che mi è venuta in mente è un'immagine di quando ero bambino e vedevo Carosello e c'era una pubblicità che era molto efficace e carina che è rimasta nella memoria di quello che diceva 'Non c'ho scritto Jo Condor in testa'. Ecco, lo voglio dire a tutti, io non c'ho scritto Jo Condor in testa, l'ho imparato da bambino. E al momento opportuno lo dimostrerò nel senso che giocheremo all'attacco".



Csm: "Amarezza e sconcerto per giudizi sprezzanti" - Una risposta a Silvio Berlusconi è arrivata anche dal comitato di presidenza del Csm che, in una nota, esprime "amarezza e sconcerto per l'ennesima ripetizione di giudizi sprezzanti e di attacchi infondati che colpiscono in modo indiscriminato la magistratura italiana". I vertici del Csm (il vicepresidente Michele Vietti, il presidente e il pg di Cassazione, Giorgio Santacroce e Gianfranco Ciani) ricordano che "è la legge che regola con criteri predeterminati la composizione dei collegi giudicanti e l'assegnazione dei processi". E aggiungono che "i magistrati, che svolgono quotidianamente il proprio lavoro con impegno, professionalità ed imparzialità, non meritano l'addebito di intenti persecutori o si complotti".

Berlusconi: "Restiamo nel governo finché mantiene gli impegni" - Sulle tensioni interne alla maggioranza però nella serata di giovedì 19 settembre è lo stesso Silvio Berlusconi a gettare acqua sul fuoco. Inaugurando la nuova sede di Forza Italia a Roma il Cavaliere ha assicurato che il Pdl resterà "in questo governo finché manterrà i provvedimenti promessi e gli impegni assunti" aggiungendo che "una crisi ora sarebbe destabilizzante. La stabilità è un bene". Berlusconi ha quindi annunciato che "nei prossimi  giorni ci sarà una riunione dei gruppi parlamentari del partito" per  decidere la linea da tenere anche sui provvedimenti del governo.



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