Berlusconi, Schifani: “Restiamo al governo ma serve svolta”

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Dopo il videomessaggio, in cui il Cavaliere ha rilanciato Forza Italia, e dopo il primo voto in Giunta sulla decadenza, il capogruppo Pdl al Senato interviene al Corriere della Sera sul futuro dell’esecutivo. Bindi a Repubblica: “Alleanza difficile”

I ministri del Pdl non lasceranno l'esecutivo ma serve una svolta in politica economica. Lo ha detto in un’intervista al Corriere della Sera il capogruppo del Pdl a Palazzo Madama, Renato Schifani, all’indomani del videomessaggio di Silvio Berlusconi che non fa nessun cenno al futuro dell'esecutivo, e a poche ore dalla bocciatura da parte della Giunta per le elezioni alla relazione di Andrea Augello (Pdl), evento che di fatto apre la strada alla decadenza dell'ex premier da senatore. "Il Pdl resta al governo per non lasciare spazi al partito delle tasse e della spesa pubblica" e la durata dell'esecutivo "dipende dalla capacità del governo di dare una svolta alla politica economica, con la manovra di fine anno" ha detto Schifani. Alla domanda se Berlusconi possa dimettersi da senatore prima del voto dell'aula, che deve arrivare dopo il pronunciamento della Giunta sulla decadenza, Schifani ha risposto: "Credo che il senatore Berlusconi abbia diritto di difendersi in Parlamento e far valere le sue giuste ragioni contro la legge Severino. Perché dovrebbe arrendersi prima?".

Gasparri: "Larghe intese sfilacciate" - Il segretario del Pdl, però, non esclude che possano esserci ripercussioni sul governo dopo il voto in Giunta. "Questa sera Silvio Berlusconi ha dimostrato senso dello Stato ma questo non significa che non sia aperta la questione sulla compatibilità del nostro rapporto con questi compagni di strada. Questo tema lo affronteremo con il presidente Berlusconi in questi giorni: domani (giovedì 19 settembre, ndr) lui sarà a Roma e ci incontrerà e domani decideremo” ha detto intervenendo a Matrix su canale 5 nella serata del 18 settembre. Poi ha ricordato che anche la partita del blocco dell'aumento dell'Iva è tutta sul tavolo definendo il Pdl e i suoi ministri "la sentinella anti tasse di questo governo".
Anche per il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri, intervenuto a Citofonare Adinolfi su Radio Ies, "è chiaro che il quadro politico delle larghe intese si va sfilacciando". Quanto a Silvio Berlusconi, "penso che si dimetterà da senatore prima del voto, non accetterà la prepotenza di questa persecuzione che sta subendo".

Bindi: "Dopo questi insulti difficile restare alleati" - Sottolinea le difficoltà di andare avanti per il governo anche l’esponente del Pd Rosy Bindi. “Dopo questi insulti è difficile rimanere alleati" dice in una intervista a la Repubblica. "Per quanto mi riguarda con questo discorso Berlusconi ha staccato la spina al governo Letta. Troppe volte lo abbiamo sottovalutato, questo video è l'inizio della campagna elettorale". Secondo Bindi, "si può leggere la performance di Berlusconi in due maniere: esaltando gli aspetti patetici, che pure ci sono, derubricandolo al già visto, al già sentito, prendendolo in giro; c'è una seconda lettura, prendere sul serio le sue parole. Io preferisco quest'ultimo approccio e dico che il discorso che abbiamo sentito e' eversivo, anticostituzionale, un manifesto elettorale, il primo della nuova Forza Italia fatto nello stile format di 20 anni fa".

Il voto in Giunta sulla decadenza di Berlusconi - Nella notte del 18 settembre la Giunta per le elezioni ha bocciato con 15 voti contrari la relazione di Andrea Augello (Pdl) che aveva chiesto il mantenimento del seggio senatoriale per Berlusconi. Respinte anche le questioni preliminari con le quali il relatore chiedeva di ricorrere alla Corte Costituzionale e alla Corte di giustizia europea contro la legge Severino che pone le basi per la decadenza. Dopo la bocciatura delle questioni preliminari i senatori del Pdl, tranne Augello, hanno lasciato la Giunta. Si è trattato di fatto del primo passo verso la decadenza dell'ex premier da senatore con un voto dell'aula di Palazzo Madama atteso entro i primi giorni di ottobre. Il nuovo relatore a questo punto è il presidente della Giunta, Dario Stefano, che tra una decina di giorni dovrebbe presentare la sua relazione in seduta pubblica.

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