Renzi: “Salvare Berlusconi? Non esiste”

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Il sindaco di Firenze alla festa democratica di Sesto San Giovanni si è detto certo che il Pd voterà per la decadenza del Cavaliere. E ha aggiunto: “Se andiamo alle elezioni asfaltiamo il Pdl”. Poi ha ribadito l’urgenza di una nuova legge elettorale

"L'ipotesi di salvarlo non esiste. Se anche qualche furbastro ci provasse, ma non credo, Berlusconi ha una condanna definitiva con l'interdizione". E' quanto ha detto Matteo Renzi alla festa del Pd di Sesto San Giovanni (Milano). Il sindaco di Firenze si è detto certo che mercoledì 18 settembre il Pd voterà per la decadenza. E ha aggiunto: "Se andiamo alle elezioni li asfalteremo". Per questo motivo "Berlusconi non farà cadere il governo perché al centrodestra conviene restare dove sta e ha paura delle elezioni. Al massimo chiederà ai suoi ministri di dimettersi per poi riconfermarli".

Renzi ha poi ribadito: “Il governo è in carica da aprile e noi ci aspettiamo che si occupi di cose concrete e non stia dietro a ricatti e minacce. Faccia le cose che ha promesso di fare come la legge elettorale". E ha insistito: “Le larghe intese non ci fanno fare i salti di gioia, ma la prima cosa da fare è una legge elettorale degna di questo nome”.

Entrando nel dibattito interno del Pd, Renzi ha detto: "Vorrei che facessimo un congresso parlando di proposte concrete e sono sicuro che sarà facile farlo così. Sarà facile farlo con Cuperlo che è una persona seria e anche con Civati e Pittella a cui va la mia amicizia e la mia stima". E ancora: "Dobbiamo evitare quello che abbiamo fatto l'altra volta e cioè chiudersi perché dobbiamo essere il partito dell'apertura. Il problema non sono le regole ma dobbiamo ragionare su che tipo d'Italia vogliamo". Sulla sua candidatura come segretario del Pd ha osservato: "Io non sono ne' una superstar ne' un punto di riferimento. Anzi il fatto che io sia uno dei candidati dice quanto siamo messi male. Se c'è qualcuno abituato a salire sul carro per convenienza sappia che noi siamo abituati a farli scendere", ha aggiunto spiegando però che le prossime primarie "non sono una rivincita di quelle precedenti".

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