Consulta, Napolitano nomina Giuliano Amato nuovo giudice

Giuliano Amato, nuovo giudice della Consulta, in un'immagine di archivio
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Il presidente della Repubblica ha firmato il decreto. L'ex premier sostituirà l'attuale presidente della Corte Costituzionale Franco Gallo, in uscita il prossimo 16 settembre. Critiche da Lega e Movimento 5 stelle

Giuliano Amato diventa giudice della Corte Costituzionale. Il giorno dopo le indiscrezioni di alcuni quotidiani, è stato firmato dal capo dello Stato il decreto che assegna all'ex premier la carica di componente della Consulta. "In sostituzione del Professor Franco Gallo, il quale cessa dalle sue funzioni di Giudice e di Presidente della Corte Costituzionale il prossimo 16 settembre", si legge nella nota della Presidenza della Repubblica.

Come è composta la Consulta - In base all'articolo 135 della Costituzione, la Consulta è composta di 15 giudici: uno su tre è nominato dal capo dello Stato. Tutti vengono scelti tra i magistrati (anche a riposo) delle giurisdizioni superiori ordinaria ed amministrative, i professori ordinari di università in materie giuridiche - come appunto Giuliano Amato - e gli avvocati dopo venti anni d'esercizio. Restano in carica per nove anni e il loro incarico non può essere rinnovato.

Chi è Giuliano Amato - Settantacinque anni, docente di diritto costituzionale e tra i fondatori del Partito democratico, Amato è stato due volte premier. Come ministro del Tesoro ha gestito la crisi della lira nel 1992. Tanti gli altri incarichi istituzionali ricoperti: dalla direzione dell'Antitrust a quella della Scuola superiore di Sant'Anna. Nei mesi scorsi Amato era anche stato tra i candidati alla presidenza del Consiglio e della Repubblica.

Le reazioni del mondo politico - Polemici sulla nuova carica Lega Nord e Movimento 5 Stelle. Sulla sua pagina Facebook il vice segretario del Carroccio, Matteo Salvini, ironizza su Amato come "un volto nuovo, un giovane in gamba". Per di più "quello del prelievo dai conti corrente degli italiani, quello dei 30mila euro di pensioni al mese". Dai deputati Carlo Sibilia e Alessandro Di Battista alla senatrice Paola Taverna, il giudizio dei grillini è invece uno solo: una nomina "indecente", in odore di casta.

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