M5S: "Difendiamo la Carta visto che Napolitano non lo fa"

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Si è conclusa la protesta dei deputati, che hanno occupato il tetto della Camera contro l'iter delle riforme costituzionali. Grillo avverte i dissidenti: "Nessuna alleanza con il Pd". Ma il senatore Orellana: "Questo lo decidano gli attivisti"

E' terminata nel primo pomeriggio di sabato 7 settembre la singolare protesta del Movimento 5 stelle, che con dodici deputati aveva trascorso una notte all'addiaccio, occupando la terrazza sul tetto della Camera contro l'iter delle riforme costituzionali avviato a Montecitorio. Dopo essere scesi, i parlamentari hanno srolotato uno striscione.
"Ci stiamo sostituendo al garante della Costituzione, il presidente Napolitano. E' lui che dovrebbe garantire che la Carta non venga violata", ha commentato il capogruppo alla Camera del movimento, Riccardo Nuti.



I deputati postano sui social network - Durante la protesta, i deputati a 5 Stelle si sono mantenuti in contatto con i loro sostenitori via Facebook. "Dal tetto si respira una bella aria e la Repubblica italiana sembra un po' più libera", ha scritto Alessandro Di Battista. "Siamo sul punto più alto delle Istituzioni. Da qui chiediamo di rispettare la Costituzione e toglierla dal basso pantano che gli hanno riservato i partiti. Il Sole saluta questa scelta Un Sole che sorge come la speranza che è in noi", ha assicurato Sergio Puglia. "La prima #lanottedellacostituzione sui tetti di Montecitorio è passata", ha raccontato Massimo Artini. In molti hanno postato foto dell'alba vista da palazzo Montecitorio e qualcuno, come Alessio Villarosa, anche della notte appena passata. "Tutto pronto, chi si addormenterà per primo?", ha scritto accanto a un'immagine notturna.

Polemiche sui costi - L'iniziativa dei deputati pentastellati non ha mancato di sollevare polemiche. Il presidente della Camera ha inoltre osservato che il loro gesto comporterà per Montecitorio anche dei costi."Se decidono di stare lassù ad oltranza - ha spiegato - dovete immaginare alla presenza di una ventina di assistenti, un cospicuo numero di vigili del fuoco, infermieri, medici e ambulanze sono stati allertati, oltre ai presidi tecnici". Costi "non quantificati" che si aggiungono al presidio di forze dell'ordine fuori da Montecitorio." Accuse che vengono rispedite al mittente da Luigi Di Maio. "Ho letto tante sciocchezze circa i costi economici di questo gesto. Oggi pomeriggio chiariremo anche questo aspetto con atti alla mano, per dimostrare le bugie diffuse in queste ore", ha assicurato.

Grillo lancia avvertimento ai dissidenti
- Intanto Beppe Grillo lancia dal suo blog un nuovo avvertimento ai cosiddetti dissidenti. "Guida per parlamentari M5S autostoppisti eventualmente dispersi a Roma" scrive l'ex comico genovese sul suo blog, in cui ricorda che tra le regole dei pentastellati c'è quella che vieta alleanze. "I gruppi parlamentari del MoVimento 5 Stelle non dovranno associarsi con altri partiti o coalizioni o gruppi se non per votazioni su punti condivisi", ha ricordato.

Orellana: "Su un alleanza con il Pd bisogna chiedere agli attivisti" - Invito che però viene respinto da Luis Orrelana, il senatore di Pavia accusato nei giorni scorsi proprio da Grillo di voler diventare una sorta di "Scilipoti". In un'intervista al Secolo XIX il senatore del Movimento ha dichiarato: "Vorrei continuare a fare la mia battaglia da dentro. Ma so che non me lo permetteranno, né coinvolgeranno gli attivisti. A quel punto chi sarà il traditore? Lo Scilipoti come mi ha definito Grillo? Io o chi non rispetta lo spirito del Movimento, la trasparenza, la politica attiva, la democrazia orizzontale? Ancora non abbiamo uno strumento per interagire con i cittadini...". "Mi sono chiesto a chi devo dare conto come eletto. La risposta  è: a chi ha puntato tutto su me, su noi del M5S per cambiare il  Paese. Mi sono scocciato - dice Orellana - di farmi dire come stanno le cose da uno che non è un politico e che sta a Genova o a Milano.  Io non ci sto più. Noi discutiamo solo sui lavori parlamentari. Ma la linea politica? Sulle strategie non abbiamo voce in capitolo".

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