Napolitano: "Confido che non sia aperta una rischiosa crisi"

1' di lettura

Il Colle fa sapere che senza governo "il Paese precipiterebbe in gravissimi rischi". Schifani e Brunetta sulla decadenza di Berlusconi: "Siamo pronti ad andare all'opposizione". Zanda e Finocchiaro: "Da noi nessun pregiudizio"

Lo spettro della crisi di governo alimenta una nuova giornata di tensioni tra Pd e Pdl. Per provare a smorzare le polemiche è intervenuto indirettamente anche il Quirinale. "Confido che non sia aperta una rischiosa crisi", è il giudizio del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Fonti del Colle riportano che "il capo dello Stato non sta studiando il da farsi in caso di crisi di governo. Perché avendo già messo in massima evidenza che l'insorgere di una crisi precipiterebbe il paese in gravissimi rischi, conserva fiducia nelle dichiarazioni di Berlusconi in base alle quali il governo continua ad avere il suo sostegno".

La giornata politica è stata segnata dalle polemiche incrociate tra i due maggiori partiti dell'esecutivo. Se il Pd non cambia atteggiamento, il Pdl è pronto ad andare all'opposizione. Ovvero ad aprire una crisi di governo. Lo ha detto Renato Schifani, intervistato da SkyTG24, a proposito del voto della giunta sulla decadenza di Silvio Berlusconi dopo la condanna in Cassazione nel processo Mediaset. “Le leggi vanno rispettate - dice il capogruppo al Senato del Pdl - ma esiste anche lapossibilità di sottoporre ai giudici costituzionali la compatibilità delle norme. Ed esiste anche la possibilità anche di ricorrere alla Corte di giustizia europea. Noi questo chiediamo. Se ci viene negato non potremo che prendere atto che pregiudizialmente, prima ancora che cominci il dibattito in giunta, tutti gli esponenti del Pd hanno già dichiarato come voteranno. Non credo che questo sia un scenario responsabile da parte di un alleato di governo”.
Secondo Schifani "il dibattito è aperto, non è un nostro capriccio". E se il Pd non dovesse cambiare posizione al riguardo, "gli scenari saranno determinati dal capo dello Stato. Da parte nostra siamo pronti a svolgere un ruolo di opposizione".

Già nella mattinata di giovedì 5 settembre Schifani era intervenuto sul tema, gettando nuova benzina sul fuoco delle polemiche che negli ultimi giorni hanno interessato la maggioranza di governo. Polemiche nelle quali non è voluto intervenire il premier Letta, che dal G20 di San Pietroburgo ha dichiarato: "Ci sono talmente tanti obiettivi da raggiungere in queste 24 ore che "farei danno dell'Italia se mi deconcentrassi da questi obiettivi".

Schifani: "Dal Pd manca reciproco rispetto"
- "Vedo l'avvicinarsi di un momento di crisi. Quando si convive in un'alleanza devono vigere le regole del reciproco rispetto" e dal Pd "non riscontriamo questo atteggiamento". "Non riscontriamo" dal Pd "questo atteggiamento di reciproco rispetto" proprio di un'alleanza politica, ha spiegato Schifani secondo il quale "il clima è quello di un alleato che, prima ancora che chi deve difendersi possa porre in campo le proprie argomentazione, afferma che voterà contro" in Giunta. "Come si può convivere in una coalizione che non solo non si ascoltano ma che tengono addirittura l'una fuori l'altra?", si chiede quindi l'esponente ai microfoni di Radio Uno.


Finocchiaro: “Da Pd no pregiudizi, Pdl sia responsabile” - "Il Pdl sia responsabile nei confronti di un governo necessario per il Paese e tenga distinta la  vicenda di Berlusconi dalle sorti dell'esecutivo. Io non so cosa  accadrà in quel partito, e capisco che ci sia molta agitazione e  preoccupazione, ma so che il senso di responsabilità esiste anche nel Pdl". Lo ha detto Anna Finocchiaro, senatrice del Pd, ai microfoni di  SkyTG24, commentando le ultime dichiarazioni degli esponenti del Pdl sulla tenuta del governo. “Per questo voglio dire a Schifani che la posizione del Pd sulla decadenza non è pregiudiziale né politica ma è una posizione che  si basa sul rispetto della legge. E' nel diritto di Berlusconi venire in Senato e in giunta a difendere le proprie posizioni. Ci mancherebbe", ha aggiunto.


Brunetta: "Se Pd vota decadenza, la crisi sarà colpa loro"
- Anche Renato Brunetta, capogruppo Pdl alla Camera ha espresso gli stessi concetti del collega Schifani: "Se il Partito democratico, lunedì 9 settembre in Giunta deciderà per la decadenza del presidente Berlusconi, del senatore Berlusconi, senza se e senza ma, beh allora il Partito democratico si assumerà la responsabilità della crisi della coalizione di governo e della crisi del governo".

Fassina: "In giunta, Pd applicherà legge" - Il Pd non sembra però disposto a trattare sulla questione e Stefano Fassina, viceministro dell'Economia del governo Letta, ha ribadito: "Noi rispettiamo profondamente i dieci milioni di elettori che hanno votato Silvio Berlusconi, rispettiamo anche Silvio Berlusconi, ma rispettiamo anche la legge e rispettiamo anche la Costituzione, che dice che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge. Rispettiamo la sentenza. Applicheremo la legge Severino. Questi continui ultimatum del Pdl non servono. Il Pd voterà per applicare la legge Severino''.

Zoggia: “Non chiudere occhi di fronte a legge” - "Il bene del Paese prevede di non chiudere gli occhi di fronte a nessuno rispetto all'applicazione delle leggi. Sembra che rispettare questo principio sia quasi una stranezza rispetto  a un governo che potrebbe cadere". Così invece il responsabile organizzazione del Pd Davide Zoggia. "Se il governo cade mi sembra chiaro, chi rispetta la Costituzione è il Pd e tutte le forze che si richiamano a questo principio, la responsabilità sarebbe in capo al Pdl", ha aggiunto l'esponente democratico.

Leggi tutto