Imu, Monti: "Fisco meno equo". Fassina: "È priorità del Pdl"

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L'ex premier torna sull'abolizione della tassa sulla prima casa: "Solo Congo, Mongolia, Niger e Yemen fanno così, occorrono modifiche". Il viceministro dell'Economia: "Un utile compromesso che riflette in parte priorità che non sono del Paese"

L'abolizione dell'Imu "rende il sistema fiscale meno equo e meno progressivo". Mario Monti boccia il decreto del governo e annuncia che Scelta Civica si riserva "quantomeno, di chiedere modifiche".
In un'intervista a La Stampa (la rassegna stampa), l'ex premier parla anche della vicenda Berlusconi: "Si facciano tutti gli approfondimenti del caso, ma mi riesce difficile immaginare che alla fine questa decadenza non venga pronunciata. Né vedo la possibilità di votare un'amnistia". Quanto alla caduta dell'esecutivo, Monti ritiene che "in molti esponenti del Pdl alla fine prevarrà il senso di responsabilità".

"Congo, Mongolia, Niger e Yemen esentano la prima casa" - Il voto sulla decadenza di Berlusconi "sarà un passaggio difficile" ma - afferma Monti - "non darei per scontato che ad una decisione sfavorevole a Berlusconi, largamente attesa, conseguirebbe inevitabilmente il ritiro dal Pdl dalla maggioranza di governo".
Tornando all'Imu, Monti fa notare che solo 4 paesi esentano la prima casa: Congo, Mongolia, Niger e Yemen e che sarebbe stato meglio cercare le coperture per scongiurare un aumento dell'Iva.
Secondo l'ex premier la grande coalizione non deve diventare una "grande collusione" ed i partiti non devono "trasformare il governo in un taxi col quale recapitare a domicilio le loro promesse elettorali". Infine, sulle parole di Pier Ferdinando Casini, che ha parlato della necessità di superare l'Udc e Scelta Civica, Monti risponde di non sentir alcun bisogno di "superare" Scelta Civica ma anzi di "realizzare pienamente la sua vocazione riformatrice".

Fassina: "Imu non è tax free" - E sull'Imu interviene anche il viceministro Stefano Fassina (Pd): "Non è tax free", dice in un'intervista a Repubblica, nella quale definisce il provvedimento "un utile compromesso" che "riflette in parte priorità del Pdl che non sono priorità del Paese". Secondo Fassina, "è chiaro" che si vuole evitare l'aumento dell'Iva ma è "altrettanto chiaro che aver dato priorità al taglio dell'Imu per il 10% delle abitazioni di maggior valore, con i conseguenti 2 miliardi di costo, rende il raggiungimento dell'obiettivo più complicato".
Per Fassina occorre dunque "rivedere quel passaggio; per esempio basterebbe reintrodurre l'Imu sul 5% di quelle abitazioni per recuperare un miliardo di risorse da destinare alla deducibilità dell'Imu per le imprese".

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