Violante: "Nessun lodo, ma Berlusconi ha diritto a difesa"

Luciano Violante (Fotogramma)
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L’esponente democratico sulla decadenza dell’ex premier: “Mai proposto salvacondotti, ma Pd garantisca i diritti anche ai peggiori avversari”. Bindi: “Non vedo via d’uscita, dovrebbe dimettersi”. Intanto Renzi da Genova: "Pronto a guidare partito"

"A me non interessa se ci siano i presupposti per sollevare questioni alla Corte Costituzionale o alla Corte di Giustizia del Lussemburgo. A me interessa che il Pd garantisca i diritti di difesa anche ai suoi peggiori avversari". L'esponente democratico ed ex presidente della Camera, Luciano Violante, torna a parlare dell’ipotesi decadenza per Silvio Berlusconi, dopo la condanna in Cassazione nel processo Mediaset a 4 anni di reclusione (di cui 3 condonati dall'indulto) per frode fiscale.
L’occasione è stato un incontro organizzato a Torino proprio per consentire all’ex magistrato di esporre il suo pensiero ai colleghi di partito e ai militanti, dopo le polemiche nate per la sua proposta. "Non bisogna fare di Berlusconi una vittima", ha detto Violante. "Non ho mai proposto lodi o salvacondotti. Ho detto che Berlusconi ha il diritto di difendersi. E noi dobbiamo rispettare questo diritto".

Bindi: "Non vedo vie d'uscita per Berlusconi" - Ma intanto nel Pd (che Renzi dalla festa di Genova si è detto "pronto a guidare") cresce il fronte di chi invoca una linea dura per Silvio Berlusconi. “Non vedo via d'uscita per lui – dice Rosy Bindi in occasione di un incontro pubblico – Dovrebbe dimettersi. E poi forse il Capo dello Stato potrà analizzare meglio una richiesta di clemenza". "Il presidente Berlusconi - ha sottolineato - è davvero in difficoltà per pensare di andare avanti. In Giunta al Senato il 9 faremo tutti gli approfondimenti necessari ma non perderemo tempo. La legge Severino è applicabile perché è costituzionale e comunque è in arrivo la rimodulazione delle pene accessorie da parte della Corte d'Appello. E non dimentichiamo il processo Ruby e quello sulla compravendita dei senatori" ha concluso Bindi.

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M5S: “Sentenze si rispettano” - "Le sentenze passate in giudicato devono essere rispettate e tuttora siamo in una situazione nella quale e' il condannato che deve decidere se aprire la crisi di governo...". Lo sottolinea il capogruppo al Senato di M5S, Nicola Morra, parlando di Silvio Berlusconi e delle continue fibrillazioni che stanno investendo il Governo di larghe intese.

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