Epifani: "No ai ricatti del Pdl". Lupi: "Crisi evitabile"

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Il segretario del Pd: "Quella di Berlusconi non è una questione democratica". Poi ribadisce il sì alla decadenza del Cavaliere da senatore: "Non ci saranno franchi tiratori". Ma il ministro dei Trasporti: "Ci aspettiamo un'apertura dai democratici"

"Il Pd respinge con forza qualunque ricatto o ultimatum del Pdl. Quella di Berlusconi non è una 'questione democratica'. E' un caso di assoluto rilievo politico, ma riguarda principalmente la destra. Non tocca a nessun altro risolverlo: né a Napolitano, né a Letta, né al Pd. Il Pdl decida cosa vuole fare, e se ne assuma la responsabilità di fronte al Paese". Il segretario del Pd Guglielmo Epifani, in un'intervista al quotidiano Repubblica parla chiaro: per il leader democratico sulla cosiddetta “agibilità politica” del Cavaliere - condannato in Cassazione nel processo Mediaset a 4 anni di reclusione (di cui 3 condonati dall'indulto) per frode fiscale - non si tratta. Il Pd "rispetterà la legge" e voterà sì alla decadenza di Berlusconi. E assicura: "Tra di noi non ci saranno franchi tiratori".
Dopo il vertice di Arcore, nel quale tra il Pdl è prevalsa la linea dura dei cosiddetti "falchi", e dopo le parole del premier Enrico Letta, che ha dichiarato che "buttare tutto (cioè il governo, ndr) a mare sarebbe una follia", la politica guarda dunque ai prossimi giorni con lo spettro della crisi di governo.

Epifani: “Governo vive ore critiche” - Epifani esclude inoltre "tentativi affannosi" e "scorciatoie impercorribili" come grazia e l'amnistia e insiste: "qui l'unica cosa che conta è ancora una volta il rispetto della legge". Il governo Letta è dunque al capolinea? "Solo un cieco non vede che il governo vive ore critiche - risponde - ma la responsabilità non è nostra. Il Pd ha fatto e continuerà a fare ogni sforzo perché il governo vada avanti". E avverte: "una crisi al buio adesso ci farebbe precipitare nel caos: i costi sociali sarebbero enormi, i mercati ci punirebbero ancora una volta".

Lupi: “La crisi si può ancora evitare” - Sempre al quotidiano Repubblica ha parlato anche il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, il pidiellino Maurizio Lupi, che ha assicurato: "Se cadesse il governo per noi sarebbe un errore non andare subito al voto. Ma ci sono ancora le condizioni perché questo non accada”. E precisa: "E' chiaro che il governo va avanti solo a precise condizioni". Il primo punto, spiega, è rappresentato dal programma: "Ci sono dei paletti che ciascun partito ha piantato e che sono invalicabili. Per noi è l'abolizione dell'Imu".

Quanto alla decadenza di Silvio Berlusconi da senatore, il ministro sottolinea: "Non chiediamo che si superi la legge per Berlusconi ma che venga applicata senza pregiudizio, ascoltando il parere di numerosi e autorevoli costituzionalisti indipendenti che sostengono che la legge Severino non può essere retroattiva. Ci auguriamo che, sul problema della decadenza di Berlusconi, il Pd dia un segnale di apertura".
Quanto al Pdl Lupi afferma: "Concordiamo sulle eventuali conseguenze a un voto del Pd a favore della decadenza. Ma chi dà all'esterno le pagelle tra i buoni e cattivi, chi dà l'immagine di un Pdl dove i falchi battono le colombe, non fa un favore né a Berlusconi ne al partito".

Brunetta: “Sbaglia chi spera in spaccatura Pdl” - E sulle polemiche innescate nel Pdl dalle dichiarazioni di Daniela Santanchè, è intervenuto anche il capogruppo alla Camera Renato Brunetta, intervistato dal Corriere della Sera: "Falchi e colombe sono due eterne categorie dello spirito. Se per questo anche io sono un falco. Un falco buono, però, di buon carattere". Per Brunetta "chi spera in una spaccatura del Pdl sbaglia di grosso. E lo dico non solo per la stima verso i colleghi ma anche per ragioni di calcolo". Dato che, spiega, 'i sondaggi ci danno intorno al 30%, in crescita rispetto alle elezioni di febbraio. Prima o poi si andrà a votare, magari molto presto, magari no. Ipotizziamo che si torni alle urne con la stessa legge elettorale: se vinciamo triplichiamo il numero dei deputati e raddoppiamo quello dei senatori". Quanto all'eliminazione dell'Imu sulla prima casa, secondo Brunetta "le risorse ci sono, basta decidere". E si dice "sicuro" che la scelta "sarà quella giusta, di Letta mi fido".

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