Pdl, passa la linea dura: decadenza Berlusconi inaccettabile

1' di lettura

Nel vertice di Arcore prevalgono i "falchi". Il segretario Alfano si schiera col Cavaliere e in una nota accelera anche sull'Imu: "Abolirla subito". Santanchè: "Il governo cadrà". Il Pd e Monti però non arretrano. Letta invita a evitare l'autolesionismo

Il Pdl si stringe intorno al proprio leader. O almeno così sembra. Il vertice di Arcore di sabato 24 agosto fa emergere un partito schierato accanto a Silvio Berlusconi. Dopo oltre quattro ore di riunione, il verdetto dell'incontro è la prevalenza della linea più dura, ufficializzata con una nota dal segretario Angelino Alfano: "La decadenza di Berlusconi è impensabile e costituzionalmente inaccettabile". Un messaggio che suona come un ultimatum al governo, anche se il premier Enrico Letta, da Kabul, fa sapere che rientrerà a Roma ancora più determinato di prima e invita ad evitare l'autolesionismo.

Il vertice - Ad Arcore si è riunito nella giornata di sabato l'intero stato maggiore del Pdl. Tutti i big del partito: dal segretario Alfano ai 'falchi' Santanchè, Verdini, Gelmini e Bondi, dai capigruppo di Camera e Senato Brunetta e Schifani ai ministri Lupi, Quagliariello, De Girolamo, Lorenzin, ovvero le 'colombe' che propendevano per una linea più morbida. Dopo ore di discussione è arrivato il messaggio di Alfano: "Il Pdl è come sempre unito, compatto e deciso, a fianco del suo presidente, la cui decadenza dalla carica di senatore è impensabile e costituzionalmente inaccettabile".
Alfano non ha risparmiato un ulteriore elemento di pressione all'esecutivo: sull'abolizione dell'Imu sulla prima casa "non c'è più tempo per rinvii e dilazioni".

Le divisioni nel Pdl - La linea dura si percepisce anche dalle parole degli esponenti Pdl dopo il meeting. "Il governo Letta cadrà. Non ci sono alternative alla crisi. L'ha detto anche Berlusconi", ha dichiarato Daniela Santanchè in un'intervista a Repubblica. "Elezioni anticipate inevitabile se il Pd votasse la decadenza", ha aggiunto Sandro Bondi al Corriere della Sera.
Ma Fabrizio Cicchitto, al Mattino, ha chiosato: "Se tra Pdl e Pd si arriverà a due voti separati sulla decadenza di Berlusconi, si determinerà uno sconquasso". E nella mattinata di domenica 25 agosto lo stesso Cicchitto ha diramato una nota, criticando la collega Daniela Santanchè che nell'intervista al quotidiano Repubblica ha elencato i "falchi" e le cosiddette "colombe" del partito: "Francamente non ci sembra che abbia scelto il momento più opportuno per fare questo elenco dei buoni, dei cattivi e dei mediocri". Stessa reazione per Renato Schifani: "E' davvero molto grave che si provi a dividere il Pdl. Il comunicato di Alfano avrebbe dovuto sconsigliare l'onorevole Daniela Santanchè dal fare affermazioni inopportune che possono danneggiare l'immagine unitaria del partito".

Le reazioni del Pd - Silente, per ora, il presidente Giorgio Napolitano mentre il premier Letta ha parlato dall'Afghanistan, dove si trova in visita dai militari italiani, dichiarando: "Torno a Roma più determinato di quando son partito. Il nostro peggior difetto è l'autolesionismo". Una frase riconducibile alla situazione politica in Italia. Il Pd intanto prosegue su una linea altrettanto ferma: "Non è pensabile che si possano eludere le leggi e non rispettare le sentenze", è stato l'ennesimo 'niet' dei dem, che per voce del responsabile organizzativo Davide Zoggia invita il Pdl a scindere la vicenda Berlusconi dall'azione governativa. La questione della decadenza "non è oggetto di una trattativa politica" conferma anche Massimo D'Alema. "Il Pdl sta cercando di prendere tempo ma Berlusconi non può evitare ciò che più lo fa inorridire: la decadenza da senatore. Non c'è via d'uscita. Si devono rassegnare alla sentenza", ha affermato l'ex presidente del Pd Rosy Bindi in un'intervista all'Unità.

Monti: governo vada avanti - Una linea condivisa anche dal leader di Scelta civica Mario Monti, che chiede che il governo Letta vada avanti senza  "sottostare a diktat di questo o quel partito di coalizione". Il primo principio è "l'inderogabile necessità di rispettare lo Stato di diritto e la parità dei cittadini dinanzi alla legge".

Scontro sull'Imu - Nella giornata di domenica sono intervenuti a SkyTG24 Renato Brunetta e Stefano Fassina. Interpellati sul nodo Imu hanno dato valutazioni contrastanti. ''Ad oggi ho sentito solo indiscrezioni, chiacchiere e non una proposta", ha detto l'esponente del Pdl aggiungendo: "Non pensi Saccomanni di arrivare in Cdm con una proposta 'prendere o lasciare'. Mi sono stufato di questo modo di procedere per indiscrezioni del governo''. Il viceministro all'Economia del Pd invece ha affermato che "le risorse per cancellare l'Imu sulla prima casa non sono sufficienti ad esentare anche le abitazioni di lusso".

Leggi tutto