Tensione sul governo, vertice di 3 ore tra Letta e Alfano

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Faccia a faccia tra il premier e il ministro dell'Interno. Al centro del summit lo scontro politico nella maggioranza sul voto in giunta sulla decadenza di Berlusconi. Secondo fonti di Palazzo Chigi, le posizioni tra Pd e Pdl restano distanti

E' durato 3 ore a Palazzo Chigi il faccia a faccia tra Enrico Letta e Angelino Alfano. Al centro dei colloqui tra il premier e il suo vice, lo scontro politico nella maggioranza sul voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi da senatore, dopo la condanna in Cassazione nel processo Mediaset a 4 anni di reclusione (di cui 3 condonati dall'indulto) per frode fiscale.
Nella mattinata di mercoledì 21 agosto, da Vienna, il premier Enrico Letta (che poi nel pomeriggio è rientrato a Roma) ha detto di "confidare nel senso di responsabilità e lungimiranza di tutti", prima di aggiungere che sarebbe "paradossale" se l'Italia che ha tenuto duro nei momenti più duri della crisi si avvitasse in questioni di politica interna.
A pesare come una spada di Damocle sull'esecutivo è però l'ultimatum lanciato dal Pdl: o arrivano garanzia sul caso Berlusconi entro dieci giorni oppure si aprirà una crisi di governo.

Fonti governo e Pdl: posizioni distanti - Secondo fonti di Palazzo Chigi, tuttavia, le posizioni tra Letta e Alfano rimarrebbero distanti. Alfano, spiegano fonti Pdl, avrebbe sottolineato l'atteggiamento pregiudiziale del Pd che non tiene conto del parere di illustri giuristi che esprimono dubbi sulla retroattività della legge Severino relativa all'incandidabilità dei condannati (sulla quale il Pdl starebbe anche valutando l'ipotesi di un ricorso in Consulta). Dal canto suo, sempre a quanto riferito, il premier considera "inaccettabile" che si sovrappongano due livelli diversi: da un lato l'azione di governo e dall'altro una questione che attiene al Senato e che deve trovare una soluzione in termini giuridici e non politici.
Secondo quanto si apprende, tuttavia, il vertice tra Letta e Alfano avrebbe segnato invece significativi "passi avanti" verso l'intesa sulla riforma dell'Imu che dovrebbe approdare in consiglio dei ministri il 28 agosto.

Epifani (Pd): “Paradossale aprire una crisi ora” - "Speriamo che nessuno voglia assumersi la responsabilità del tanto peggio tanto meglio". Lo ha detto il segretario del Pd Guglielmo Epifani parlando con i giornalisti prima del dibattito alla festa provinciale del partito. "Questo perché è davvero qualcosa che va non solo contro gli interessi del Paese ma di quella parte del Paese che ha pagato più prezzi di tutti. Sarebbe paradossale se dopo avere perso il lavoro, visto aziende chiudere, giovani che non trovano lavoro, si apra una crisi al buio in queste condizioni".

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