Camera dei deputati, polemica tra Boldrini e i 5 Stelle

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Botta e risposta tra i grillini e la presidente di Montecitorio per la convocazione della seduta sul "decreto femminicidio". L'esponente di Sel: "Certe dichiarazioni non sono segno di maturità". Nell'aula presenti solo 104 parlamentari

Nuovo scontro tra il Movimento 5 stelle e la presidente della Camera Laura Boldrini a proposito della convocazione della seduta di martedì 20 agosto per discutere del decreto sul femminicidio.  Nell'aula i deputati presenti erano 104, al banco del governo solo il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini.

Botta e risposta coi grillini - Il botta e risposta tra la presidente della Camera i deputati del Movimento 5 stelle è iniziato quando Boldrini ha replicato al deputato grillino Walter Rizzetto che lamentava i costi sostenuti per la seduta convocata in pieno agosto: "Ha capito che è un obbligo essere qui? E' la Costituzione che lo chiede entro 5 giorni, cosa parla di sprechi! Questo è un esercizio democratico".
Poi uno scambio di battute con un altro deputato stellato, Carlo Sibilia, sulla durata troppo lunga della seduta: "Quindi - ha affermato Boldrini- non va bene il tempo, dovevamo essere più brevi. Interessante questa lettura, c'è chi dice che invece avremmo dovuto dare più spazio, come vede è difficile mettere tutti d'accordo".
Infine un botta e risposta con Massimo Artini, sempre dei 5 Stelle, che è tornato sull'opportunità di convocare proprio oggi l'Assemblea: "Veramente mi dispiace che il livello sia questo, mi spiace veramente. E' un atto dovuto, costituzionalmente dovuto, dovevamo farlo. Se non lo avessimo fatto non avremmo rispettato la Costituzione. Mi spiace veramente che si ricorra a questi espedienti, non è segno di maturità".



Boldrini: "Ho fatto solo il mio lavoro" - La presidente della Camera ha risposto anche ai giornalisti al termine della seduta: "Io ho fatto solo il mio lavoro, né più né meno. Non ho fatto niente di eccezionale. Sarebbe stato grave se non l'avessi fatto. La polemica è strumentale e sterile e non aiuta, serve ad allontanare i cittadini dalle istituzioni".
"Io sto cercando di fare il contrario, di avvicinare le istituzioni ai cittadini - ha aggiunto - le cose sono cambiate. Poi, se ci vogliono due minuti o due ore, ci vuole il tempo che ci vuole, è un esercizio di democrazia". Le polemiche - ha aggiunto - "sono tutte chiacchiere di chi non ha argomenti validi".

Polemiche sulle poche presenze in Aula - E le polemiche riguardono proprio la convocazione in pieno agosto dell'Aula, con la scarsa presenza dei deputati. A finire nell'occhio del ciclone sono i grillini, accusati tra l'altro dal deputato socialista Di Lello di fare facile moralismo:
"Oggi potevamo fare come Epifani (Pd) - replica su Facebook il deputato M5S Di Maio - venire in aula 5 minuti e poi tornare in vacanza. Rilasciando qualche intervista qua e là per far sapere che c'eravamo. Poi a seduta iniziata andare via dall'aula. Noi del M5S potevamo far rientrare tutti e 105 deputati. Scattarci una bella foto e dire che eravamo i piu' presenti, etc etc. Abbiamo preferito evitare questa costosissima messa in scena (tra biglietti aerei, treni...). Chi era in zona o gli era possibile è venuto in aula per ribadire che 2 minuti di seduta in un mese di ferie non potevano essere spacciati per lavori dell'aula".

Di Maio (M5S): "Boldini ci ha un po' marciato" - Ed sempre Di Maio entra poi nel dettaglio della questione a SkyTG24 (guarda il video) sostenendo che l'addempimento previsto per oggi "poteva essere risolto con una semplice lettura del vicepresidente di turno" e spiegando che il provvedimento "viene solo incardinato e non discusso". "Oggi l'aula non ha lavorato - continua il deputato del M5S - oggi abbiamo fatto una costosissima passerella. Non era una convocazione ufficiale le altre, ma è un mero adempimento. Si è portata quest'idea che la presidente della Camera riconvoca tutti i deputati e interrompe tutte le vacanze".  Boldini, conlude Di Maio "ci ha un po' marciato".

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