Letta: tagli ai voli di Stato per finanziare lotta a incendi

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Il premier annuncia la riduzione del 25% delle auto di servizio (da 60 a 44) e la vendita di 3 dei 10 aerei. Il risparmio di 50 milioni andrà alla Protezione civile. Giro di vite anche sulle missioni dei dipendenti della presidenza del Consiglio

Tre "aerei blu" in vendita e sedici auto di servizio "rottamate". La scure di Enrico Letta cade sui trasporti di Stato. Con l'inedita decisione di mettere sul mercato un Airbus 319 e due Falcon 900 della presidenza del Consiglio. Per contenere i costi e dare insieme ossigeno, con elicotteri e Canadair, alla flotta anti incendi della Protezione civile, che è "in grande difficolta'" dopo che è stata "ridotta ai minimi" dalle ultime finanziarie.
Si compie "un'ulteriore scelta verso la riduzione dei costi e dei privilegi e una maggiore efficienza". Il premier in persona, in maniche di camicia, annuncia tre nuovi interventi all'insegna dell'austerity. Si tratta di "una tappa", una "scelta autonoma" della presidenza del Consiglio, spiega Letta in conferenza stampa a Palazzo Chigi. E lascia intendere che non finisce qui: "Si può fare di più, vedremo i passi successivi".

Il primo intervento che il premier annuncia è quello sulle auto blu, con una razionalizzazione dell'utilizzo e un nuovo taglio del 25% delle macchine di servizio presso la presidenza del Consiglio: da 60 a 44, escluse quelle in dotazione per esigenze di sicurezza. Ma è al secondo intervento, quello sugli aerei di Stato, che Letta tiene di più, perché fa calare la scure sui costi della politica e insieme dà ossigeno a chi è impegnato nella lotta agli incendi.

Non solo, infatti, con le direttive degli ultimi anni (l'ultima di maggio) si sono, spiega Letta, "più che dimezzate" le ore di volo con a bordo presidenti e ministri: dalle 10.050 del 2010, alle 5 mila previste nel 2013 ("non faccio riferimento - precisa il premier - al 2012 quando il numero di ore è sceso" a 5.952). Ma soprattutto, si dà adesso il via libera alla vendita di tre dei dieci aerei della "sovrabbondante" flotta di Stato, con un risparmio stimato di circa 50 milioni di euro.

Quei fondi, annuncia Letta, "abbiamo deciso di assegnarli alla Protezione civile, per rimettere in funzione", con elicotteri e Canadair, "tutta quella parte di flotta anti incendio che invece i tagli delle ultime finanziarie hanno ridotto, in termini di operativita', ai minimi". Gli effetti dei tagli "si sono visti pesantemente", con "momenti di grande difficolta'", in questa estate, innanzitutto in Sardegna. Di qui la decisione di destinare al lavoro di Protezione civile e Vigili del fuoco il nuovo taglio ai privilegi della politica.
In nome dell'austerity, il premier annuncia anche un terzo intervento, sulle missioni dei dipendenti della presidenza del Consiglio, che saranno possibili sono per "esigenze di servizio assolutamente inderogabili": niente voli a carico dello Stato per partecipare a convegni o seminari e classe economica "anche per tratte transcontinentali superiori a cinque ore". E ancora: impegno a cercare, con "congruo anticipo", il volo e il soggiorno meno oneroso. E niente taxi, a meno che non sia il mezzo piu' economico. Per i politici, infine, la possibilita' di svolgere solo missioni legate alla loro delega.

Le nuove misure annunciate dal premier vengono accolte da generale plauso, ma anche da qualche nota polemica. Renato Brunetta, tra l'altro, ricorda come sulle auto blu il dossier dei tagli sia stato aperto da Berlusconi. Mentre Paolo Ferrero (Prc), ben più velenoso, dichiara: "Inutile tagliare uno spreco per farne un altro, enorme, come continuare il programma degli F35".

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