L'Imu continua a dividere la maggioranza. Tensione Pd-Pdl

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Non si placano le tensioni intorno alla tassa sulla casa. Dopo l’ultimatum di Berlusconi (“Non si deve più pagare”), Epifani invita a trovare una soluzione equa. Monti: "Un voto anticipato seppellirebbe il Paese". Fassina: "Niente ricatti"

Scontro totale sul nodo Imu all'interno della maggioranza di governo. Il dibattito sulla tassa rischia di minare la tenuta dell'esecutivo Letta, dopo un'altra giornata di dichiarazioni al veleno e reciproche accuse. Venerdì Silvio Berlusconi aveva messo le sue condizioni: "L'Imu non si deve più pagare", ponendo questa battaglia come base degli accordi con il premier al momento di far nascere le larghe intese a Palazzo Chigi.

Il no di Monti ed Epifani - La prima reazione era stata quella del segretario Pd Guglielmo Epifani: "Letta non ha parlato di abolizione ma di superamento dell'attuale tassazione sulla prima casa, dando il tempo a governo e Parlamento di elaborare una riforma che dia ossigeno alle famiglie, soprattutto quelle meno abbienti". Oggi alle sue parole si è unito Mario Monti che ha ricordato come l'Imu non sia nel programma di governo: "Se si arrivasse ad elezioni anticipate sull'Imu il cumulo di macerie seppellirebbe in ugual misura vincitori, sconfitti e tutti i cittadini". L'ex Presidente del consiglio ha rilanciato: Scelta Civica si opporrebbe a richieste eccessive del Pdl "non coerenti né con la situazione economico-finanziaria ,né con gli impegni del governo".

Grasso: "C'è gente che ha fame" - Parla anche Piero Grasso, presidente del Senato: "Oggi il problema principale è il lavoro. I disoccupati e gli esodati non possono più aspettare. Continuando ad avere gente che ha fame ci possono essere problemi molto più gravi per il paese. Non si può più aspettare per la soluzione delle emergenze". Grasso ha anche allontanato l'ipotesi delle urne anticipate: "Non c'è alternativa al governo Letta".

Scintille tra Fassina e Pdl - In giornata poi c'è stato un acceso cambio di battute tra Stefano Fassina, vice ministro dell'Economia, e Renato Brunetta, che guida i deputati del Pdl. "Nessun ricatto sarà accettato dal Pd", ha detto il vice ministro. Brunetta ha risposto ribadendo di di avere grande fiducia in Letta, ma di non averne nel Tesoro che finora ha fatto solo "chiacchiere e ipotesi" sull'abolizione dell'Imu. Ragion per cui il Pdl non accetterà testi presentati con la logica del "prendere o lasciare".

Daniela Santanchè ha invitato Fassina a non usare la parola ricatto, "pur essendone evidentemente un esperto. Fino ad ora infatti i ricatti li abbiamo subiti noi del Pdl, dallo spread in poi al governo Monti". A fine giornata il responsabile economico del Pd, Matteo Colaninno ha commentato che "Non possiamo permetterci di dissipare 4 miliardi sulla prima casa, ma si deve tutti quanti ricercare una soluzione equilibrata", aggiungendo che 'il documento reso pubblico dal Ministro Saccomanni sull'Imu è l'occasione per arrivare velocemente alla soluzione definitiva".

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