Parlamento in ferie, i lavori in Aula riprendono a settembre

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Pausa estiva di circa tre settimane per senatori e deputati. Dal finanziamento ai partiti all'omofobia, dal voto di scambio alla diffamazione a mezzo stampa: ecco i provvedimenti da approvare

Chiuso per ferie. Senato e Camera si prendono una pausa. Quasi tre settimane di vacanze per i parlamentari: i lavori in Aula infatti riprenderanno a settembre. Il 4 sarà la volta di Palazzo Madama (che si ferma per 25 giorni) mentre il 5 settembre toccherà a Montecitorio (26 giorni di stop). Slitta così l'esame di provvedimenti su cui anche l'esecutivo si era impegnato per un'accelerazione: dal finanziamento ai partiti all'omofobia, dal voto di scambio alla diffamazione a mezzo stampa.
Il 31 luglio scorso la Conferenza dei capigruppo di Montecitorio sembrava aver dato lo sprint ai lavori, fissando la votazione entro il 10 agosto di tutti i disegni di legge e i decreti che rischiavano di restare a metà del guado. Sette giorni dopo, una nuova Conferenza dei capigruppo ha però alzato bandiera bianca: per votare i disegni e le proposte di legge in discussione in questi giorni se ne parlerà a settembre.

Boldrini: Montecitorio non chiude -
La presidente di Montecitorio Laura Boldrini però avverte: "La Camera non chiude per ferie: commissioni ed Aula possono essere convocate in qualsiasi momento". Un monito, questo che punta a fermare la querelle sulle ferie del Parlamento e dei parlamentari.


I provvedimenti che slittano alla Camera - Il primo provvedimento a slittare è il ddl sulla rimodulazione del finanziamento pubblico ai partiti. In alto mare anche la proposta di legge sull'omofobia, la cui discussione, è già iniziata in Aula. Rinviata a settembre, infine, anche la proposta di legge sulla diffamazione a mezzo stampa.

I provvedimenti che slittano al Senato - Ma quello dello slittamento è un epilogo che ha coinvolto anche Palazzo Madama, dove la Commissione Giustizia ha rinviato a settembre l'esame del dl sul voto di scambio. Tema sul quale lo stesso presidente Pietro Grasso aveva rimarcato l'urgenza concedendo la sede deliberante in commissione. Dopo la pausa continuerà quasi certamente anche l'annunciata battaglia nella Giunta per le immunità, che ha iniziato la discussione sulla decadenza e l'ineleggibilità di Silvio Berlusconi dopo la sentenza Mediaset.

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