Dl Fare diventa legge: via libera definitivo alla Camera

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Il testo del decreto legge è stato approvato nell'ultimo giorno di lavoro prima della pausa estiva. L'Aula ha votato con 319 si, 110 no e 2 astenuti. Franceschini: "Semplifica e migliora la vita degli italiani"

Nell'ultimo giorno di lavori prima della sosta estiva, la Camera dei Deputati ha approvato il decreto legge del Fare. Il via libera definitivo è stato approvato con 319 si, 110 no e 2 astenuti. La presidente di Montecitorio Laura Boldrini, prima di salutare i deputati per la pausa dei lavori, ha voluto smorzare le polemiche sulle ferie dei parlamentari. "La Camera non chiude per ferie: commissioni ed Aula possono essere convocate in qualsiasi momento". La Boldrini ha osservato che "tutti hanno lavorato con grande impegno, a conferma dell'importante ruolo del Parlamento". 

Le reazioni - Il premier Enrico Letta ha commentato il voto come di "un passo importante" perché il provvedimento "aiuta a far ripartire le politiche industriali". Parole di soddisfazione anche nei partiti che compongono la maggioranza di governo. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini, ha dichiarato: "E' una legge che contribuirà a migliorare e semplificare la vita delle famiglie e delle imprese e che aiuterà la crescita dell'Italia anche dando precisi segnali di equità e giustizia sociale".

Giudizi negativi invece sono arrivati da M5S e Lega. "Se il governo non va in vacanza ad agosto, che bisogno c'è di approvare in fretta e furia questo dl fare vuoto di cose e pieno di errori? Il punto è: tutti al mare a mostrar le facce chiare", ha detto Giorgio Sorial del Movimento 5 Stelle. Guido Guidesi della Lega Nord ha dichiarato: "Sembrava il provvedimento che avrebbe guarito tutti i mali del paese e invece è una scatola vuota che non contiene alcuna riforma strutturale".

I provvedimenti - Il dl Fare contiene oltre 100 articoli. Tra le novità introdotte: agevolazioni per investimenti informatici, la destinazione a Torino dell'Authority dei trasporti, riduzioni e semplificazioni per chi costruisce, il taglio del 25% agli stipendi dei manager pubblici, lo stop all'uso del fax nelle comunicazioni della Pubblica amministrazione, la sospensione del canone spiagge, il wi fi libero senza tracciabilità, multe scontate per chi paga subito, limiti ai pignoramenti, la conciliazione che non sarà più obbligatoria, oltre a fondi da destinare alla sicurezza nelle scuole (150 milioni) e al Miur (1 milione).

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