Berlusconi: "Se mi condannano vado in cella". Poi frena

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Libero pubblica un colloquio con il Cavaliere a pochi giorni dalla sentenza della Cassazione sul processo Mediaset in cui rischia 4 anni di reclusione e 5 di interdizione dai pubblici uffici. Palazzo Grazioli: "Non sono state rilasciate interviste"

"Non farò l'esule, come fu costretto a fare Craxi. Né accetterò di essere affidato ai servizi sociali, come un criminale che deve essere rieducato. Ho quasi 78 anni e avrei diritto ai domiciliari, ma se mi condannano - se si assumono questa responsabilità - andrò in carcere". Questa, come riportata dal quotidiano Libero è la posizione di Silvio Berlusconi, che nel processo Mediaset rischia di essere condannato in via definitiva dalla Cassazione a 4 anni di reclusione (3 coperti da indulto) e a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici (la rassegna stampa).

L'ex presidente del Consiglio ribadisce la sua innocenza e racconta come ha vissuto questo periodo in vista della decisione della Cassazione che potrebbe arrivare martedì 30: "Non ho dormito per un mese. La notte mi svegliavo e guardavo il soffitto, ripensando a quello che mi hanno fatto". Certo di essere assolto, il presidente del Pdl torna a ripetere che non ci saranno conseguenze politiche in caso di una condanna definitiva: "Non farò cadere Letta, sarà il suo partito a farlo. Il Pd non accetterebbe di continuare a governare insieme con un partito il cui leader è agli arresti e interdetto dai pubblici uffici" (guarda in alto il servizio di SkyTG24).

Da Palazzo Grazioli però arriva una precisazione: "Il Presidente Berlusconi non ha rilasciato alcuna intervista. Il direttore Belpietro ha liberamente interpretato il senso di un colloquio in cui sono state confermate l'assoluta infondatezza delle accuse rivolte al Presidente Berlusconi e la sua precisa volontà di continuare a offrire il suo contributo al popolo dei moderati". Intanto sul profilo Facebook di Berlusconi e sugli altri canali web del Pdl le frasi pubblicate da Libero vengono rilanciate.
Sui retroscena pubblicati da diversi quotidiani, invece, arriva una secca smentita: vengono riportati "tra virgolette frasi e giudizi attribuiti al Presidente Berlusconi che non sono mai stati pensati né pronunciati", si legge nel comunicato di Palazzo Grazioli.

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