Dl Fare: c'è la fiducia, ma prosegue l'ostruzionismo dal M5S

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Va avanti a oltranza la seduta della Camera. Obiettivo dei grillini far slittare a settembre il ddl sulla commissione per le riforme istituzionali. Grillo: "Colpo di Stato d'agosto". Venerdì 26 luglio il premier Letta incontra gli esponenti 5 Stelle

Montecitorio si prepara a una seconda notturna. Verosimilmente la tabella di marcia verso il voto finale del decreto legge del Fare, su cui il 24 luglio il governo ha ottenuto la fiducia alla Camera, lascia prevedere una replica della "notte bianca" che ha visto proseguire ininterrottamente i lavori nell'emiciclo già la notte scorsa. Il voto finale dovrebbe invece arrivare nella mattinata del 26 luglio.
Resta infatti intatto l'ostruzionismo del Movimento 5 Stelle e ciascuno degli eletti grillini si avvarrà del tempo a disposizione per l'illustrazione della dichiarazione di voto su ognuno degli ordini del giorno. Che sono 251.
Intanto, nella serata di giovedì 25 luglio, un comunicato di Palazzo Chigi ha informato che è fissato per venerdì 26 un incontro tra il premier Enrico Letta e gli esponenti del Movimento 5 Stelle.

Ostruzionismo di M5S. Grillo: "Colpo di stato d'agosto" - Ieri 24 luglio, durante la riunione dei capigruppo, il M5S aveva chiesto di ritirare la calendarizzazione del ddl costituzionale di istituzione della commissione per le riforme, ma governo e maggioranza non hanno accettato la proposta e dunque gli ordini del giorno sono stati confermati. Da qui la decisione di chiedere all'aula di proseguire ininterrottamente fino all'approvazione definitiva del dl fare, con l'intenzione di far slittare in questo modo il disegno di legge sulla commissione.
In mattinata è arrivato l'affondo di Grillo: "Il vero obiettivo di questo governo è la distruzione dell'impianto costituzionale per poter cambiare le regole del gioco democratico e assicurare ai partiti il potere e la greppia di Stato" ha scritto sul suo blog in un post dal titolo "Colpo di Stato d'agosto".
Sul blog di Grillo anche l'annuncio che M5S si dissocia dall'emendamento presentato dal suo esponente della Camera Mimmo Pisano e noto come DURT, Documento Unico di Regolarità Tributaria, che verrà corretto al Senato. "L'emendamento è contrario allo spirito di aiuto alle Pmi del M5S".

Scontro Brunetta-Boldrini in Aula - Nel frattempo l'atmosfera resta elettrica. E lo dimostra lo scambio di battute che ha visto protagonisti Renato Brunetta e Laura Boldrini (VIDEO). Il capogruppo Pdl ha fatto riferimento a una dichiarazione nell'emiciclo della 5 Stelle Ruocco, che lo ha definito "alfiere del partito unico del malaffare", per chiedere alla Presidenza una censura e annunciando querela. La presidente della Camera ha preso atto e deplorato i toni. Ma subito dopo, quando è stato lo stesso Brunetta a riprendere la parola e, con foga, a ricordare che "io le chiedo una censura, visto che ne' io ne' lei ci siamo accorti di queste parole, ma ora c'è un verbale che le fissa", la Boldrini lo ha stoppato ricordandogli con fermezza che "neanche questo tono mi piace, neanche questo è un tono proprio. Lasci a me decidere di fare cosa mi concerne. Vedrò il verbale e mi regolerò di conseguenza".

Rischio ingorgo - Il rischio ingorgo, con la possibilità che alcune delle misure ritenute improrogabili dal governo subiscano una brusca frenata, slittando addirittura a dopo le ferie, è così dietro l’angolo e le priorità dell’esecutivo dovrebbero essere fissate negli incontri che il premier Enrico Letta ha in programma con i gruppi parlamentari, anche se proprio gli 'intoppi' dei lavori nelle due Camere hanno fatto slittare la riunione con il Pdl prevista per oggi 25 luglio. Tra i provvedimenti che rischiano di slittare leggi come quella contro l'omofobia e le misure sul finanziamento ai partiti che sarà bloccato in commissione fino al 1 agosto.

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