Bonino: "Dall’ambasciatore kazako condotta inaccettabile"

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Il ministro degli Esteri ha riferito in commissione al Senato sul caso dell'espulsione della moglie e della figlia del dissidente Ablyazov: "Ora la priorità è tutelarle. Il futuro del diplomatico dipende dalla collaborazione di Astana". VIDEO

Riferisco sulla vicenda Ablyazov "con la serenità di chi non ha lesinato alcuno sforzo, con la sensibilità di chi per passione e attività politica ha fatto della tutela dei diritti umani la ragione di un'intera esistenza e con la mia diretta testimonianza". Con queste parole il ministro degli Esteri, Emma Bonino, ha iniziato la sua audizione in commissione al Senato sul caso Ablyazov. Durante la quale ha attaccato l'ambasciatore del Kazakistan a Roma, definendo il suo comportamento "inaccettabile" e "intrusivo".
"E' una vicenda di grande delicatezza - ha aggiunto Bonino -, sulla quale si impone la massima chiarezza: una vicenda che tocca aspetti di grandissima rilevanza per il nostro Paese e per i suoi valori fondamentali" ha detto il ministro.
La Farnesina, ha continuato Bonino, ha svolto una "continua e scrupolosa attività” attraverso i suoi uffici "chiamati a gestire ex post le conseguenze di un caso per il quale abbiamo finora, giustamente, dibattuto sulla dinamica ex ante".

"Farnesina informata solo l'8 luglio" - Secondo Emma Bonino la Farnesina ha preso conoscenza solo l'8 luglio delle "intrusioni kazake" nella deportazione in patria di Alma Shalabayeva e la figlia Alua. "E' solo con il rapporto Pansa (capo della polizia, ndr) che si è avuta certezza dell'inaccettabile comportamento" dell'ambasciatore kazako Andrian Yemelesson, ha spiegato il capo della diplomazia italiana ai parlamentari della Commissione Diritti Umani.

"Serve maggiore condivisione informazioni"
- Sulle espulsioni dal territorio italiano, cui la Farnesina non è competente, serve, ha detto il ministro, "una maggiore condivisione delle informazioni": "Ho rappresentato al premier, che condivide in pieno, la necessità di un nuovo e più efficace raccordo delle altre amministrazioni con il ministero degli Esteri".

"Rapporti con Astana? Dipendono da loro collaborazione"
- Bonino ha poi criticato il comportamento dell'ambasciatore kazako a Roma, definendolo "intrusivo" e "inaccettabile".
Astana "ci ha fatto sapere di volere buoni rapporti con l'Italia. Ritengo evidente che, dopo questo episodio, la qualità dei rapporti dipenderà dalla disponibilità dei responsabili di Astana" a dare la loro "imprescindibile collaborazione" e "pieni diritti e libertà di movimento ad Alma: valuteremo, tempestivamente, le misure più opportune da adottare nei confronti dell'ambasciatore Yelemessov".
Il ministro ha comunque sottolineato che "si agisce da governo a governo e dunque va evitata una serie di azioni e reazioni che possano indebolire la nostra struttura diplomatica ad Astana".

Vicepremier kazako: "In Italia Shalabayeva rischia il carcere" - Intanto nello stesso giorno il vicepremier kazako, Yerbol Orynbayev, ha detto che se la moglie del dissidente Mukhtar Ablyazov tornasse in Italia, rischierebbe di andare in carcere per quattro anni per avere presentato un passaporto falso (il dipartimento di Pubblica sicurezza del Viminale ha confermato in una nota, riferendo quanto accertato da Interpol che "il passaporto esibito dalla signora... emesso dalla Repubblica centrafricana risulta falsificato").
Quanto all'ipotesi che l'Italia dichiarasse persona non grata l'ambasciatore kazako a Roma, dopo il suo intervento presso il Viminale sul caso di Ablyazov e la sua famiglia, Orynbayev ha detto: "Vedremo quale sarà la posizione ufficiale del governo italiano, poi decideremo".

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