Alfano: "Non c'è terza via tra esecutivo e caos"

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"Nessun rimpasto" assicura il ministro dell'Interno al Corriere della Sera. E sul caso Ablyazov: "Procaccini parlò solo dell'arresto di un latitante". Epifani all'Unità: "La questione non è chiusa". Quagliariello a SkyTG24: "Concentrati su Imu e Iva"

"Nessun rimpasto di governo". Sia Dario Franceschini che Angelino Alfano rassicurano sulla tenuta dell'esecutivo e rispondono a distanza al segretario del Pd Guglielmo Epifani, che ha evocato un esecutivo "più forte" e con "un profilo più autorevole". Dalle colonne de l'Unità, però Epifani ribadisce che "il governo esce più debole dall'affare Shalabayeva, che per noi non è chiuso", tornando a chiedere un passo indietro di Angelino Alfano, nonostante sia stata bocciata dal Parlamento la mozione di sfiducia al titolare del Viminale proposta da M5S e Sel.

Franceschini: bene rafforzamento - L'ipotesi rimpasto, però, non sembra rientrare in quello che Enrico Letta sta disegnando. Tant'è che, tramite il ministro per i rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini, fa sapere che all'orizzonte non è previsto alcun rimpasto. "In molti - spiega Franceschini - a cominciare dal Segretario del Pd Epifani, hanno giustamente parlato di un'esigenza di rafforzare il governo. Questo lo vogliamo soprattutto noi che ne facciamo parte ma l'obiettivo si raggiunge lavorando sui punti programmatici che governo e maggioranza insieme si sono dati, a cominciare dalla conversione dei 6 decreti legge già in parlamento e dalle norme in preparazione su Imu, Iva, ammortizzatori sociali e esodati". Nodi, questi, che dovrebbero trovare una soluzione entro il 31 agosto, come anticipato dalla cabina di regia di palazzo Chigi riunitasi giovedì 18 e come confermato sabato 20 dal ministro dello Sviluppo Zanonato. "Penso che all'inizio dell'autunno sarà possibile annunciare che non ci sarà un punto di Iva in più e non ci sarà l'Imu sulla prima casa" ha dichiarato, rimandando però l'annuncio ufficiale all'inizio dell'autunno, a quando cioè il governo avrà identificato concretamente tempi e modi per attuare i rinvii.

Quagliariello a SkyTG24: concentrati su Iva e Imu -
"La forza del governo si basa su ciò che interessa ai cittadini: Imu, Iva, ripresa economica e quelle riforme che attendono da 30 anni e che servono a dare autorevolezza alla politica e più forza alla ripresa economica. Su questo ci concentriamo, come ha detto Letta in
Parlamento". Così, a SkyTG24, il ministro per le Riforme Gaetano Quagliariello nega che il governo sia indebolito come sostenuto dal segretario del Pd, Guglielmo Epifani (l'intervista integrale).

Alfano: "Non c'è terza via tra esecutivo e caos" - E dalle colonne del Corriere della Sera interviene anche il vicepresidente del Consiglio Alfano. "Non ci sarà alcun passo indietro, né alcun rimpasto". E aggiunge: "Non c'è terza via tra questo esecutivo e il caos". Il ministro dell'Interno non nega che il voto alla mozione di sfiducia nei suoi confronti per il caso Shalabayeva "è stato un momento di tensione", tuttavia si dice convinto che "il rilancio dell'azione del governo nasca proprio dal discorso di Letta". Alfano poi parla anche di Silvio Berlusconi e del Pdl. "Resteremo uniti ancor di più fino al 30 luglio - osserva - perché la nostra preoccupazione per la vicenda giudiziaria è fortissima".

Il caso kazako - Il titolare del Viminale torna poi sul caso kazako. Esprime "riconoscenza" nei confronti di Giorgio Napolitano e si sofferma su alcuni aspetti della vicenda: "Ho ricevuto tre telefonate dell'ambasciatore kazako alle quali non ho potuto rispondere. Per questo ho incaricato Procaccini di occuparsi della vicenda - racconta. - Dopo l'incontro mi disse che il diplomatico chiedeva collaborazione per l'arresto di un latitante. Nulla di più". E spiega che non avrebbe "mai avallato" il rimpatrio della moglie di un dissidente e della sua bambina di 6 anni. "La gravità - sottolinea - sta nel fatto che nessuno, tra quelli che hanno trattato la materia, ha avvertito la necessità di capire che si stava maneggiando una vicenda delicatissima e di avvisare il livello politico di governo che qualcosa di grave stesse accadendo. Compresa l'invadenza dei kazaki, della quale nessuno mi ha mai parlato".

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