Kyenge, Calederoli non si dimette. Scontro Letta-Maroni

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"Pagina vergognosa" dice il presidente del Consiglio al Carroccio. E aggiunge: "Lavoriamo insieme per l'Expo". Maroni replica: "Si è scusato, basta strumentalizzazioni". Salvini: "Napolitano taccia". LIVE BLOGGING

Non si placano le polemiche intorno alle parole di Roberto Calderoli, che a un comizio della Lega Nord nel bergamasco ha paragonato Cecile Kyenge a un orango. Il premier Enrico Letta ha fatto appello al leader della Lega e presidente della Lombardia, Roberto Maroni, perché chiuda al più presto questa "pagina vergognosa" (VIDEO). La risposta di Maroni, a mezzo Facebook, non si è fatta attendere: "Calderoli ha sbagliato. Ora però basta alimentare polemiche e strumentalizzazioni, utili forse a coprire il rumore di altre questioni che vedono il governo direttamente coinvolto".
Non solo il senatore Roberto Calderoli non si dimette ma la Lega, al termine della segreteria politica del partito tenutasi nel pomeriggio di li lunedì 15 luglio nella sede milanese di via Bellerio, decide di rilanciare la sua lotta di contrasto all'immigrazione clandestina: manifestazione a Torino contro l'immigrazione clandestina. In giornata è intervenuto anche il vicesegretario Salvini con un attacco al Colle: "Io mi indigno con chi si indigna - scrive su Facebook - Napolitano, taci che è meglio". E l'assessore veneto Stival ci mette la sua: "Vittima è l'orango", commenta, poi si scusa e cancella tutto. Il ministro però ribadisce di non volere le dimissioni di Calderoli e che "non reagirà alla violenza con la violenza".
Il Pd, intanto, si schiera e chiede che l'esponente leghista lasci il suo incarico istituzionale.

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