Calderoli: "Kyenge ricorda un orango". Napolitano indignato

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Bufera sull'esponente leghista per gli insulti al ministro dell'Integrazione. Lei replica: "Faccia una riflessione". Poi le scuse del vicepresidente del Senato: "Le ho telefonato, ci siamo chiariti". Il capo dello Stato: "Imbarbarimento della vita civile"

"Quando vedo le immagini della Kyenge non posso non pensare alle sembianze di un orango". Le pesanti affermazioni razziste arrivano dal vicepresidente del Senato Roberto Calderoli che le ha pronunciate durante una festa della Lega a Treviglio. Dichiarazioni che hanno dato vita a una reazione a catena di polemiche, richieste di dimissioni e parziali scuse. La diretta interessata, intervistata da SkyTG24, si è detta rammaricata. "Non deve chiedermi scusa ma fare una riflessione sulla carica istituzionala che ricopre". In serata sono arrivate le scuse di Calderoli: "Ho parlato al telefono col ministro Kyenge e mi sono scusato", ha detto all'ANSA l'onorevole leghista. "Ci siamo chiariti e ci siamo dati appuntamento in Parlamento per un confronto franco e leale". Ma il dibattito nel mondo politico è incandescente.

Calderoli: "Quando vedo Kyenge penso a un orango" - Tutto è nato dalle dichiarazioni di Calderoli. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, l'esponente leghista parlando a una festa del Carroccio a Treviglio, avrebbe detto: "Quando vedo le immagini della Kyenge non posso non pensare alle sembianze di un orango". "Fa bene a fare il ministro - avrebbe dichiarato Calderoli dal palco - ma forse lo dovrebbe fare nel suo Paese. E' anche lei a far sognare l'America a tanti clandestini che arrivano qui". Poi gli insulti: "Io mi consolo - riferisce la ricostruzione del Corriere della Sera - quando navigo in Internet e vedo le fotografie del governo. Amo gli animali, ma quando vedo le immagini della Kyenge non posso non pensare, anche se non dico che lo sia, alle sembianze di orango".

Napolitano indignato - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, è "colpito ed indignato" per alcuni "gravi episodi" accaduti in questi questi giorni, dalla vicenda delle minacce a Mara Carfagna all'incendio del liceo Socrate di Roma, fino agli insulti odierni al ministro Kyenge. Lo confermano fonti del Quirinale interpellate in proposito. "I gravi episodi dimostrano - spiegano fonti del Quirinale - tendenze all'imbarbarimento della vita civile e affronterà il tema nell'incontro con la stampa del prossimo 18 luglio".

La rabbia di Letta - "Le parole riportate oggi da organi di stampa e attribuite al senatore Calderoli nei confronti di Cecile Kyenge sono inaccettabili. Oltre ogni limite. Piena solidarietà e sostegno a Cecile. Avanti col tuo e col nostro lavoro". Con questa nota Enrico Letta commenta le affermazioni razziste che, secondo il Corriere della Sera, il vicepresidente del Senato, il leghista Roberto Calderoli, avrebbe fatto riguardo al ministro dell'Integrazione Cecile Kyenge.


Grasso: "Non ci sono giustificazioni possibili" - Le parole di Calderoli vengono considerati gravi anche da Pietro Grasso, secondo cui "non ci sono giustificazioni possibili alle offese che il vicepresidente del Senato Calderoli ha rivolto al ministro Cecile Kyenge". "Come presidente del Senato mi auguro che il vicepresidente Calderoli si scusi ufficialmente e pubblicamente con il ministro Kyenge al piu' presto. A lei - aggiunge Grasso - va tutta la mia solidarieta' e l'invito a proseguire nel suo eccellente lavoro con rinnovato entusiasmo".

Pd: "Parole incompatibili con la vicepresidenza del Senato"
- Dure critiche alle parole di Calderoli sono anche arrivate da altri esponenti del Pd. Anna Finocchiaro ha annunciato che il Pd lunedì  "in aula a Palazzo Madama chiedera' conto a Calderoli  delle sue affermazioni", mentre Luigi Zanda sostiene che "l'insulto al ministro Kyenge è totalmente incompatibile col suo ruolo di vicepresidente del Senato". Della stessa opinione anche Nichi Vendola, secondo cui  "è chiaro ed evidente che Calderoli non può rappresentare degnamente il vertice del Senato". Richiesta di dimissioni arriva anche dal segretario del Pd Epifani.



Pdl: "Solidarietà a Kyenge" - Sostegno a Kyenge è arrivata anche dal Pdl, con il segretario Angelino Alfano che l'ha chiamata "per esprimere piena solidarietà e forte vicinanza, da parte dei  colleghi di governo del Popolo della Libertà e dell'intero partito". Secondo Mara Carfagna "se è legittimo avere idee diverse su temi così importanti come l'integrazione, è intollerabile l'utilizzo di termini e paragoni che non appartengono alla cultura del rispetto, tanto istituzionale quanto alla persona, e della buona educazione". "Gli insulti ricevuti dal ministro Kyenge sono inqualificabili" aggiunge la deputata del Pdl Elvira Savino.

Calderoli: "Era una battuta da comizio" - Interpellato dall'Ansa Calderoli si è difeso sostenendo di aver "fatto una battuta, magari infelice, ma da comizio, questo è stato subito chiaro a tutti i presenti". "Non volevo offendere e se il ministro Kyenge si è offesa me ne scuso, ma la mia battuta si è inserita in un ben più articolato e politico intervento di critica al ministro e alla sua poliitica" ha poi aggiunto l'esponente leghista. Calderoli aggiunge poi: "Per farmi perdonare dal ministro Kyenge la invito ufficialmente ad un dibattito alla Berghemfest nel mese di agosto, la tradizionale festa della Lega a Bergamo ma sappia che non le faro' sconti sulle critiche al suo modo di fare politica dell'immigrazione e su quel che dice a proposito dello ius soli".

Calderoli: "Non sarò capro espiatorio" - Intervenendo poi a Radio Capital Calderoli non fa nessun passo indietro, anzi, rilancia dicendo che "non ce lo vedo un ministro del Congo in Italia. Va benissimo come ministro a casa propria e visto che questo è il governo che deve governare l'Italia, mi auguro che sia fatto da italiani". Poi, nuovamente all'Ansa, l'esponente leghista va all'attacco: "Non vorrei che il polverone su di me serva a coprire altro, non sarò capro espiatorio". "Non vorrei - aggiunge - che si chiedano le mie dimissioni per evitare di parlare di possibili dimissioni di qualche ministro per la vicenda Ablyazov."

Kyenge: "Calderoli si interroghi sul suo linguaggio" - Interpellata dall'Agi il ministro Kyenge commenta che "non si tratta di una battuta infelice ma di come chi siede nelle istituzioni deve curare il linguaggio". Sulla richiesta di dimissioni avanzata da alcuni parlamentari, Kyenge non si esprime, ma invita Calderoli a trarre "da solo, con il suo partito, le conseguenze". Dopo quanto accaduto, "chiedo una riflessione a chi siede nelle istituzioni - aggiunge Kyenge - per capire come vada utilizzata la propria visibilità, con quale linguaggio, se basato sulle offese o sui contenuti".  Secondo il ministro dell'Integrazione si tratta di "una riflessione legittima" che dovrebbe fare tanto l'esponente leghista quanto il suo partito: "Non mi indirizzo a Calderoli come persona - aggiunge - ma come rappresentante di un'istituzione: riflettere su cosa si vuole rappresentare attraverso il messaggio".

Salvini: "Si dimetta il Pd" - "Battuta sciocca, fuori posto, non dovrebbe succedere ma può capitare, è capitato anche a me in passato, e diventa la notizia del giorno", ha detto il segretario della Lega Lombarda Matteo Salvini. "Le notizie dovrebbero essere gli esodati. Fa più danni la battuta di Calderoli o la riforma Fornero?". Salvini ha detto che la Kyenge è "un ministro pericoloso" e che "si dovrebbe dimettere l'intero Partito democratico che ha approvato una riforma delle pensioni che ha massacrato milioni di italiani".

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