Ius soli, Boldrini rilancia: "Chi nasce qui è italiano"

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La presidente della Camera è intervenuta alla cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria a 400 bambini stranieri residenti a Lamezia Terme. "La legge deve aggiornarsi ai tempi, lo ha ricordato anche Napolitano"

I figli degli immigrati nati in Italia devono essere considerati cittadini italiani. Lo ha chiesto la presidente della Camera Laura Boldrini, intervenendo alla cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria a 400 bambini stranieri residenti a Lamezia Terme. "Nel nostro Paese ci sono oltre quattro milioni di immigrati. Tanti figli di queste persone sono nati qui e sono cresciuti con i nostri figli. Bisogna prendere atto del fatto, quindi, che sono italiani", ha detto la Boldrini.

17 proposte di legge - "La vera cultura è sempre meticcia. Alla Camera sono state già presentate 17 proposte di legge per modificare le regole attuali per ottenere la cittadinanza italiana. Molte vanno in direzione dello 'Ius soli', altre di una sorta di'Ius culturae', cioè dare consentire a chi ha fatto un percorso scolastico in Italia di acquisire la cittadinanza. Il tema non è più rimandabile", ha concluso la Boldrini.

Il monito di Napolitano - "In tempi di globalizzazione non si può ignorare la realtà e cioé che nel Paese ci sono persone che vengono da altri luoghi ma che fanno parte della nostra società", ha aggiunto la presidente della Camera. Un monito arrivato più volte anche da Giorgio Napolitano. "Il Capo dello Stato ha spesso ricordato ai partiti che i figli di immigrati nati in Italia sono parte del nostro tessuto sociale e che la legge sulla cittadinanza deve aggiornarsi ai tempi. Mi auguro che l'invito del presidente, che è anche il mio, possa essere ascoltato dai partiti uscendo da logiche di contrapposizione".

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