Letta rassicura su tenuta governo. Ma Pdl pensa all'Aventino

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Il premier si dice convinto che la decisione della Cassazione non avrà effetti sulla maggioranza. Ma il partito del Cavaliere sarebbe pronto a disertare i lavori dell'Aula. Attesa per il vertice di maggioranza, alla luce del declassamento di S&P's

"Guardi che non esiste solo Berlusconi, parliamo dei problemi degli italiani". Enrico Letta sbotta durante l'intervista di Giovanni Floris a Ballarò e con una battuta lascia capire qual è l'atteggiamento con cui a Palazzo Chigi è stata accolta l'ennesima notizia su un processo che riguarda Silvio Berlusconi. Nessuna sottovalutazione delle fibrillazioni nel Pdl, una fredda consapevolezza che si cammini sul filo del rasoio, ma insieme a questo la determinazione a proseguire rispondendo a tensioni dei partiti di maggioranza, Pd compreso, con provvedimenti concreti.

Deputati Pdl: stop ai lavori parlamentari per 3 giorni - Intanto però, dopo una riunione fiume terminata nella tarda notte, i deputati del Pdl hanno deciso di riaggiornarsi alla mattinata di mercoledì. Il presidente dei deputati del Pdl, Renato Brunetta, ha chiesto che i lavori delle Camere vengano sospesi per tre giorni.

Il declassamento dell'Italia - Come se non bastassero le tensioni sul fronte giustizia, nella serata di martedì è arrivata anche la decisione di Standard & Poor's di declassare il rating italiano per quel che riguarda l'affidabilità del Paese.  Un segnale che, nonostante la promozione da parte della Commissione Europea, "l'Italia rimane sorvegliata speciale" spiega lo stesso Premier sempre a Ballarò, e sbaglia chi non lo capisce. Letta, già in mattinata, prima che arrivasse la notizia sul processo Mediaset, si era detto certo che "non ci saranno conseguenze sulla sorte dell'esecutivo dalle vicende giudiziarie di Berlusconi e in serata conferma questa sua posizione dopo aver spiegato di non voler commentare nessuna decisione della Magistratura la cui autonomia "va rispettata".

Clima teso anche nel Pd
- "Non ne abbiamo mai parlato, siamo concentrati sui provvedimenti in vista dei prossimi consigli dei ministri" spiega un esponente dell'esecutivo quando gli si chiede che effetto abbia avuto sugli umori del Palazzo la notizia della decisione della Cassazione. "E' da settimane che assistiamo ai cambiamenti di linea del Pdl - afferma un deputato Pd - ormai ci preoccupiamo solo se verrà un'alluvione, della pioggia non ci preoccupiamo più, del resto ormai il clima è quasi monsonico qui a Roma".  La linea, dunque, resta sempre la stessa: rispetto per la Magistratura, comprensione per le vicende del Pdl e del suo leader, e anche presa d'atto che fino ad ora, dallo stesso Cavaliere è sempre giunta la rassicurazione che i processi non avranno ripercussioni sull'Esecutivo. Ma soprattutto attenzione ai problemi reali del Paese. E dunque ai provvedimenti sul tappeto.

Decisione di S&P peserà su vertice di maggioranza
- Vertice di maggioranza sull'Iva - Non a caso mercoledì si terrà un vertice di maggioranza presieduto inizialmente dallo stesso Letta con al centro i temi di Iva e occupazione e proprio l'occupazione sarà uno degli argomenti su cui Letta risponderà in Aula al Question Time, dopo anni di assenza di un presidente del Consiglio dallo scranno parlamentare in occasione di interpellanze e interrogazioni dei deputati. "Lavoriamo giorno e notte sui provvedimenti", spiegano i più vicini al premier.  A cominciare dal decreto Fare, su cui mercoledì alle 14 si terrà un vertice di maggioranza. Enrico letta, Fabrizio Saccomanni, Enrico Giovannini, Dario Franceschini e Angelino Alfano hanno convocato i capigruppo di maggioranza di Camera e Senato per un giro di tavolo sulle proposte emendative al decreto, ma certamente la decisione di Standard&Poor's avrà un suo peso nel dibattito. "La riunione è stata convocata all'indomani delle critiche giunte soprattutto da parte Pdl sulle coperure, in particolare per quanto riguarda l'Iva. Ascolteremo le proposte che giungeranno dalla maggioranza".

Sul pacchetto lavoro si cerca di evitare la fiducia
- Ad alcuni non è sfuggita nemmeno la critica avanzata dal capogruppo Pdl Renato Brunetta al merito del provvedimento per quanto riguarda il pacchetto lavoro e anche su questo si attendono proposte per valutarle. L'obiettivo dell'esecutivo è duplice: giungere a un confronto in maggioranza per valutare un limitato numero di emendamenti con massima disponibilità alle modifiche ma senza giungere al cosiddetto 'assalto alla diligenza', e un dialogo aperto anche all'opposizione, M5s compreso, per valutare emendamenti migliorativi. Tutto questo con lo scopo dichiarato di evitare se possibile il voto di fiducia, come più volte ha auspicato il premier. L'esame del capitolo Imu, invece, è stato già fissato per il 18 luglio. Venerdi', poi, si dovrebbe tenere la riunione del Consiglio dei ministri che ha all'ordine del giorno la delega sulla filiazione.

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