Grasso: "Fare subito una nuova legge elettorale"

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Secondo il presidente del Senato il Porcellum va abolito prima ancora di fare le riforme: "La possibilità più semplice è tornare al Mattarellum". Intanto il Pdl spinge per versare subito i 40 miliardi di debiti della Pubblica amministrazione

La legge elettorale "bisogna farla subito, prima delle riforme". Lo sostiene il presidente del Senato, Pietro Grasso in un'intervista a Repubblica, e aggiunge: "la necessità delle riforme non è negoziabile", ma "se gli opposti schieramenti politici sono disposti ad intese per riformare la Costituzione, che richiede maggioranze speciali, perché non approfittare del momento favorevole per approvare parallelamente, con legge ordinaria, magari ad iniziativa parlamentare se il governo non vuole prendere iniziative, la nuova legge elettorale?".

Grasso: "Tornare al Mattarellum via più semplice"
- Per la legge elettorale Grasso ipotizza "una strada da fare subito su una strada del tutto separata e indipendente dal pacchetto delle riforme". E', nel dettaglio, secondo Grasso, "il Porcellum va cambiato", su questo "tutti dichiarano di essere d'accordo". "Il Mattarellum - aggiumge - è solo una delle possibilità, forse la meno complessa e la più rapida. Ma bisogna affrontare tutte le ipotesi senza tener conto delle convenienze e degli interessi dei singoli partiti. Le due caratteristiche fondamentali sono garantire una rappresentanza reale dei cittadini e la stabilità dei governi".

Brunetta: "Pagare subito i 40 miliardi di debiti della Pa" - Sulla tenuta del governo interviene anche il capogruppo del Pdl alla Camera Renato Brunetta, che in un'intervista al Corriere della era sostiene di non condivere "che un governo abbia una scadenza che non sia quella della legislatura. Se il governo riuscirà a salvare l'economia, bene. Se resterà preda di mille minimalismi, allora meglio che vada a casa". Per l'esponente Pdl: "L'economia sta morendo. Basta rinvii, moderatismi, minimalismi. Bisogna avere il coraggio di assumersi la responsabilità e agire in maniera determinata. Abbiamo una carta da giocare: concentrare nel secondo semestre 2013 i 40 miliardi di pagamenti della pubblica amministrazione alle imprese. E pagarne altri 40 nel 2014. Immetteremmo risorse nel circuito sanguigno dell'economia italiana che potrebbero avere un effetto straordinario su imprese e famiglie. Ma non abbiamo tempo: nel 2015 scatta il 'Fiscal compact' e i nostri margini di manovra si ridurranno".

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