Pd, Renzi: "Chi vince le primarie sia candidato premier"

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Intervista del sindaco di Firenze alla Frankfurter Allgemeine Zeitung: "Certo, non vorrei diventare capo per cambiare il partito, ma per cambiare l'Italia". Alfano intanto assicura: "Ritorno di Forza Italia non è minaccia per il governo"

Potrebbe lasciare Firenze "solo per cambiare l'Italia". Matteo Renzi, dalle colonne della Frankfurter Allgemeine Zeitung, ribadisce così la sua proposta per la corsa alla guida del Pd e alla premiership. "Chi vince le primarie, condotte in modo aperto e democratico, è candidato alla guida del governo" afferma. E precisa: "Non vorrei diventare leader del Pd per cambiare il partito, ma per cambiare l'Italia".
Un'intervista a tutto tondo quella del primo cittadino, che spazia dal ruolo dell'Italia in Europa ("risolto il problema del deficit, l'Italia avrà un ruolo più forte Francia") al pressing sul governo Letta.

Renzi avverte Letta: "I piccoli passi non bastano" - "Il presidente del Consiglio Letta è un amico, solido, abile, competente ed è un grande europeista. Ma per causa della grande coalizione con cui governa, tutto quello che sta  facendo è pragmatico e non rivoluzionario. Ma piccoli passi non bastano nella nostra situazione". Il sindaco di Firenze Matteo Renzi torna così a fissare i paletti. E interviene sul tema caldo del momento, il nodo giustizia che agita la maggioranza, nonostante le rassicurazioni del ministro Cancellieri ("Nessuna tensione. Lavoriamo serenamente"). "Parliamo solo dei processi di Berlusconi mentre abbiamo bisogno di un'efficiente e rapida conduzione dei processi civili" avverte. E poi dà uno sguardo al futuro, in chiave europeista. Quando il problema del deficit sarà superato, dichiara, l'Italia avrà in Europa "un ruolo più forte della Francia, dove la crisi peggiorerà ancora". E aggiunge: "Finora la Germania per noi è ancora un modello, ma presto si andrà vanti insieme". L'Italia deve sistemare il debito "non perché lo chiede la signora Merkel ma perché - sottolinea il sindaco - obbligati a farlo di fronte agli italiani del futuro".

Alfano: "Forza Italia non è minaccia per il governo"
- Sul fronte del centrodestra interviene invece Angelino Alfano, che spiega come il ritorno a Forza Italia non è una minaccia per il Governo, che però "deve fare ciò che i cittadini si aspettano che faccia sull'economia". In primis ridurre le tasse e rendere definitivo lo stop all'Imu sulla prima casa ed il rinvio dell'aumento dell'Iva. Il resto, a cominciare dagli attacchi all'Esecutivo che arrivano dal Pdl, sono "normali fibrillazioni".

Alfano: "Su Imu e Iva ottenuti risultati concreti" - "Il presidente Berlusconi - spiega Alfano - ha detto parole chiare, ora tocca proprio al Governo fare bene sull'economia". Intanto, rivendica, "su Imu e Iva sono stati ottenuti due risultati concreti: a giugno si doveva pagare la prima rata dell'Imu e non si e' pagata e a luglio doveva partire l'aumento dell'Iva e non e' partito. Ora serve fare altri due passi. Entro il 31 agosto bisogna eliminare l'Imu sulla prima casa e sono certo che l'obiettivo sara' raggiunto e poi evitare che l'aumento dell'Iva sia solo sospeso, ma abbia una sua durata.  Noi - sottolinea - siamo al Governo come presidio anti-tasse. Tutto cio' che faremo puntiamo a farlo con la riduzione della spesa pubblica improduttiva. Noi siamo portatori di una ricetta liberale: meno spesa pubblica per ottenere meno tasse".

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