Vertice Letta-Berlusconi: accordo su rinvio aumento dell'Iva

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Clima cordiale all'incontro tra il presidente del Consiglio e il Cavaliere. Si va verso uno slittamento di tre mesi per l'innalzamento della tassa sui consumi. Il tema giustizia non sarebbe stato affrontato, ma il Pdl resta in fibrillazione

Nessuno strappo da parte del Pdl, ma nemmeno una strada tutta in discesa per il governo. Un faccia a faccia cordiale, ma anche franco, in cui non sono mancati, viene spiegato, momenti di chiarimento su alcuni 'nodi', temi economici in primis. Enrico Letta e Silvio Berlusconi, alla presenza del segretario Pdl e vicepremier Angelino Alfano e di Gianni Letta, hanno affrontato nella lunga cena a palazzo Chigi tutte le questioni irrisolte, sulle quali l'ex premier ha tenuto il punto, spiegando al presidente del Consiglio che il Pdl non può arretrare su alcune misure ritenute ineludibili, contenute nel programma elettorale sul quale il Cavaliere ha ottenuto milioni di voti. Attendiamo i fatti, avrebbe ribadito Berlusconi. E i fatti arrivano. Letta, viene spiegato, ha esposto al suo predecessore il provvedimento sull'Iva che sarà all'esame del Cdm di mercoledì, confermando un primo rinvio dell'aumento a settembre e con la possibilità di un ulteriore rinvio entro la fine dell'anno. Via libera anche al piano occupazione, all'ordine del giorno della riunione del Cdm di mercoledì mattina.

Berlusconi intenzionato a garantire la tenuta della maggioranza - Di certo, viene spiegato, non c'è da parte di Berlusconi la volontà di mettere la parola fine al governo, ma il Cavaliere ha anche l'esigenza di 'placare' le diverse anime del partito, in fibrillazione dopo la sentenza di condanna sul processo Ruby e sempre più tentate dallo staccare la spina. Da qui la ribadita richiesta di ottenere risultati chiari in Europa e varare le misure per la ripresa dell'economia. Per il premier Letta - che ha sottolineato la necessità che il governo abbia l'appoggio pieno della maggioranza che lo sostiene - l'incontro è stato positivo, registrando che da parte del Pdl non c'è la volontà di rompere. Anche se, viene spiegato, non sfuggono all'esecutivo le tensioni che agitano la maggioranza (come il duro scontro andato in atto sugli F35), che preoccupano anche il Colle, che  è tornato a lanciare un monito ai partiti.

Occhi puntati sul Consiglio dei ministri - Berlusconi, dunque, anche grazie al lavoro di mediazione svolto da Gianni Letta e Angelino Alfano, non ha tirato la corda come invece gli avevano chiesto di fare i 'falchi', ma non si è spinto nemmeno oltre nel garantire l'appoggio incondizionato del suo partito all'esecutivo: servono fatti, la gente vuole risposte, è il refrain dell'ex premier che attende Letta al banco di prova del vertice Ue del 27 e 28 e del Cdm di mercoledì. Nessuna conferma ufficiale, ma non è escluso che nel lungo vertice si sia affrontato anche il tema della giustizia, alla luce delle vicende processuali che coinvolgono Berlusconi, il quale con i vertici del suo partito anche oggi è tornato a lamentare la mancanza di una presa di posizione politica da parte del premier e anche del Colle.

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