Ragusa al M5S, Piccitto: ha vinto la voglia di cambiamento

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Il neoeletto sindaco del comune siciliano, intervistato da SkyTG24, ringrazia Grillo: "La sua presenza è stata molto importante". Intanto, a Roma Marino apre ai 5 Stelle ma il leader lo gela : "Non facciamo alleanze"

"Siamo contentissimi, non ci aspettavamo una forbice così ampia rispetto all'avversario. I ragusani hanno dato dimostrazione di una grande voglia di cambiamento". Parla così, ai microfoni di SkyTG24 Federico Piccitto, neoeletto sindaco di Ragusa.
Al ballottaggio del 23 e 24 giugno, l'ingegnere di 37 anni ha ottenuto il 69% delle preferenze, più del doppio dei voti dell'avversario Giovanni Consentini, appoggiato dal centrosinistra e da parti del centrodestra (qui il dato definitivo). Conquista anche il premio di maggioranza (20 su 30 seggi in consiglio), scattato perché al primo turno le liste avversarie non hanno superato il 50%, come prevede la legge elettorale.
L'intervista di Piccitto a SkyTG24.



Ragusa ai 5 Stelle - Il Movimento si è così aggiudicato il suo primo comune in Sicilia, successo che riscatta in parte il flop rimediato al primo turno nel resto dell'isola (L'INFOGRAFICA), facendo tornare il sorriso ai militanti. Una rincorsa andata a segno anche grazie all'impegno di Grillo che nel suo tour a Ragusa, pochi giorni fa, aveva ammesso qualche errore nelle candidature. "La presenza di Grillo è stata molto importante" spiega il sindaco Federico Piccitto, che racconta: "Abbiamo avuto il piacere di ospitarlo per due giorni e di fargli vivere la nostra città. Una full immersion di due giorni. La sua presenza è stata segno di grande vicinanza. Ci ha aiutato tanto".
Il risultato a ragusa ha fatto saltare i vecchi schemi politici. Fuorigioco al primo turno il centrodestra che aveva governato negli ultimi sei anni, a Ragusa viene sconfitta anche l'operazione politica portata avanti dall'ex sindaco Nello Dipasquale, che dopo aver lasciato il Pdl, ha sciolto il suo movimento, 'il Territorio', nel Megafono del governatore Rosario Crocetta, per un'alleanza che ha coinvolto anche il Pd e l'Udc. E risultata perdente.

Lascia anche Zaccagnini - Intanto, un altro 'cittadino-deputato' ha lasciato il gruppo a Montecitorio. Adriano Zaccagnini, deputato romano e indicato dalle cronache come il 'capo' dei dissidenti, se ne va al gruppo Misto. Lunedì 24 giugno ha salutato gli ex-colleghi nella sede del gruppo a Montecitorio, ha depositato 8.500 euro nel fondo comune 'cinque stelle' per chiarire che se va via "non è per i soldi". Ma ha usato parole di fuoco. "C'è un clima irrespirabile - ha spiegato - Non ho più la forza di continuare a combattere da dentro una guerra che non ha senso".

L'ultima polemica in casa 5 Stelle - In casa 5 Stelle si consuma anche un'altra polemica. Beppe Grillo, con un post sul blog del 25 giugno, gela la trattativa messa in piedi dal neoeletto sindaco di Roma Ignazio Marino e chiarisce che non sta al Movimento 5 Stelle capitolino decidere se e come entrare in Giunta.

Lunedì 24 giugno Marino aveva infatti chiesto al M5S di indicare una donna per l'assessorato alla Legalità e alla sicurezza urbana. Il gruppo 5 Stelle del comune di Roma aveva poi pubblicato in rete un sondaggio dal titolo 'Valutiamo insieme una proposta' per chiedere il parere dei cittadini.
"In merito ad alcune iniziative dei consiglieri comunali di Roma - risponde invece Grillo - si ribadisce che "il MoVimento 5 Stelle non fa alleanze, né palesi né tantomeno mascherate, con alcun partito, ma vota le proposte presenti nel suo programma" e che "l'unica base dati certificata coincidente con gli attivisti M5S e con potere deliberativo è quella nazionale che si è espressa durante le Parlamentarie e le Quirinalie". Quindi, è la bacchettata di Grillo, "il voto chiesto da De Vito on line non ha alcun valore".

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