Maggioranza divisa sugli F35, il Pd lavora a un rinvio

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Il ministro della Difesa Mauro difende la partecipazione dell'Italia al programma del caccia: "Non si tratta di aerei supplementari, ma di 90 mezzi per 256 che vanno in pensione". Delrio: "Serve un'ulteriore istruttoria". SEGUI LA DIRETTA DI SKYTG24

Il ministro della Difesa Mario Mauro difende la partecipazione dell'Italia al programma del nuovo contestato caccia americano F35 mentre alla Camera è slittato a domani 26 giugno il dibattito e il voto sulle mozioni presentate (una a favore e una contraria) sui caccia Joint Strike Fighters (Jsf), come viene chiamato l'aereo di nuova generazione. La mozione contraria agli F35 è stata presentata dai parlamentari del Movimento 5 stelle e da Sel ed ha ricevuto l'adesione anche di alcuni esponenti del Pd. La mozione a favore dei Jsf è stata invece presentata da Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni.

Delrio (Pd): "Serve un'istruttoria supplementare" - Ma anche all'interno del governo c'è chi solleva dei dubbi sull'investimento negli F35. "Si può rimodulare questa spesa, ma ci sono diverse implicazioni di lavoro, industria, accordi internazionali. Credo che una revisione andrebbe fatta: l'emergenza vera non è quella della difesa ma del lavoro per i giovani" le parole del ministro Delrio, che poi ha precisato: "Bisogna fare un'istruttoria supplementare con dati certi rispetto agli impegni assunti, anche a livello internazionale. Bisogna infatti avere i dati sottomano, raccogliere elementi tecnici, perché si tratta di una scelta molto complessa".

Il Pd lavora alla "sospensione" del programma - E in quest’ottica, proprio il Pd sta lavorando a una mozione di mediazione che da un lato chieda di salvaguardare un'industria considerata strategica e dall'altro di avviare il programma solo dopo un'indagine accurata sulle reali esigenze della Difesa, anche in un quadro europeo. Questo significherebbe una "sospensione" del programma, parola su cui si sta conducendo la difficile mediazione. Una formulazione 'prudente' consentirebbe al Partito democratico di evitare una spaccatura e di depotenziare i documenti di Sel e M5S. La decisione definitiva sarà presa domani mattina, all'assemblea dei deputati del Pd fissata per le 8.30.

Mauro: "90 caccia per 256 che vanno in pensione" - Perentoria, invece, da parte di Mauro la difesa della partecipazione al programma, del quale è capofila l'americana Lockheed Martin e al quale partecipa per una piccola quota anche Alenia Aermacchi del gruppo Finmeccanica: "Per quel che riguarda la spesa si tratta di 11,8 miliardi spalmati in 45 anni. Non si tratta di aerei supplementari ma di 90 caccia per 256 che vanno in pensione e dei quali il più giovane dei nostri aerei attuali ha 30 anni". "Dobbiamo chiederci piuttosto se abbiamo necessità di un'aviazione militare, essendo una penisola nel Mediterraneo" ha continuato il ministro della Difesa. E a chi gli chiedeva se sulla questione fosse stata raggiunta un'intesa nella maggioranza ha risposto: "Per ora no, ma i gruppi stanno lavorando", "il governo ascolterà tutti".

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