Fassina: l'Iva non aumenterà. Cancelleremo lo scatto del 22%

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Dopo l'ultimatum di Alfano, il viceministro dell’Economia, intervistato da La Stampa afferma che "la strada più probabile è quella di un rinvio per arrivare alla cancellazione in autunno". Brunetta a SkyTG24: "Preoccupa il silenzio di Saccomanni"

"L'Iva non aumenterà". A luglio ci sarà il rinvio e a ottobre "cancelleremo lo scatto al 22%". Parola del viceministro all'Economia, Stefano Fassina, che in un'intervista a la Stampa garantisce l'impegno del governo "nella ricerca delle coperture adeguate".
E' ancora alta tensione dunque, dopo l'ultimatum del vicepremier Angelino Alfano che sabato 22 giugno ha minacciato una crisi di governo nel caso di un mancato stop all’aumento dell’imposta sul valore aggiunto previsto per il 1 luglio.
Il viceministro ha proposto "un'ipotesi condivisa da altri", cioè l'aumento dei pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione, per ottenere un gettito Iva aggiuntivo dalle imprese. Si tratterebbe di una misura "una tantum, fino all'autunno" quando si interverrà in modo definitivo attraverso la legge di  stabilità; mentre altre ipotesi sono di intervento su capitoli di entrata o di spesa.

Brunetta: il governo deve trovare le coperture - E sul tema interviene anche il capogruppo del Pdl alla Camera Renato Brunetta, che ai microfoni di SkyTG24 dichiara: "L'onere sulla copertura per bloccare l'Iva, rispetto agli impegni presi, ce l'ha Saccomanni. Il governo ha l'onere di proporre degli strumenti per bloccare l'aumento dell'Iva e il Parlamento può dire sì o può dire no. Ma l'onere è del governo". E aggiunge: il silenzio del ministro Saccomanni è inquietante. GUARDA IL VIDEO

Fassina: l'obiettivo è non aumentare la tassazione
-  Fassina, sempre nell'intervista a La Stampa, ribadisce che "l'obiettivo di non aumentare la tassazione è condiviso" ma precisa: "Il vicepresidente deve ricordarsi che lui è il governo, e oltre a fissare degli obiettivi ha anche la responsabilità di trovare le soluzioni".
Il viceministro all'Economia risponde anche ai sindacati, che hanno accusato  l'esecutivo di fare solo annunci: "Il governo non ha fatto solo annunci. Sono stati fatti almeno tre decreti con contenuti  importanti". E con il Consiglio dei ministri di mercoledì 26 giugno, arriveranno "misure più rilevanti per il lavoro dei giovani e di chi l'ha perso sono  macroeconomiche. Oggi la più importante è evitare l'aumento dell'Iva, ma è utile anche intervenire sulla regolazione del mercato  del lavoro e con le decontribuzioni in agenda nel Cdm di mercoledì".

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