Idem: "Contro di me parole brutali. Non mi dimetto"

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Dopo la bufera che l'ha travolta per il mancato pagamento dell'Imu su una palestra, il ministro per le Pari opportunità convoca i giornalisti: "Mi scuso per le irregolarità: non sono infallibile, ma sono onesta. Continuerò a impegnarmi per il Paese"

"Le parole a volte sono pietre e sono state scagliate contro di me con inaudita brutalità e violenza". Così il ministro per le Pari opportunità Josefa Idem nella conferenza stampa convocata sabato 22 giugno dopo lo scandalo che l’ha travolta per il mancato pagamento dell’Imu su una palestra. E' la prima volta che il ministro convoca i giornalisti dopo la vicenda del mancato pagamento dell'Imu che la riguarda.

"Ho fatto l'atleta per una vita, la professionista, anche se la legge si ostina ancora a chiamarci dilettanti. Per ottenere risultati occorre allenarsi tantissimo, anche otto ore al giorno" ha rivendicato Josefa Idem nel corso del suo intervento. "Ho fatto due figli, ho fatto attività politica con tanta passione- - ha continuato - ho vinto più di trenta medaglie, ho partecipato a otto Olimpiadi, nessuna donna prima di me ha partecipato a tante edizioni. Ho imparato tanto nella mia carriera, ma non ho imparato a fare la commercialista, oppure la geometra e nemmeno l'ingegnera, pertanto, visto il peso del mio lavoro e le assenze dovute all'attività, ho delegato tutte le mie questioni amministrative, quelle fiscali e quelle edili a persone a me vicine e professionisti della materia".

"Vi sono state irregolarità e ritardi: me ne scuso pubblicamente, me ne assumo le responsabilità e sanerò ciò che sarà da sanare - ha poi ammesso Idem - Non sono una cittadina infallibile, ma sono una persona onesta e continuerò a impegnarmi per il bene del mio Paese". "Intendo continuare - ha detto ancora - per non tradire la fiducia delle persone che credono nel mio impegno".

A spiegare le questioni tecniche legate alle accuse mosse al ministro è stato poi il suo legale Luca Di Raimondo. Per le questioni relative a presunti abusi edilizi "non c'è alcun reato" ha assicurato l'avvocato. "La contestazione è stata mossa il 17 giugno e il ministro ha pagato la sanzione il giorno successivo" ha spiegato aggiungendo che, comunque, si trattava solo di "irregolarità" di carattere amministrativo. Quanto alla questione relativa a Ici e Imu, "non è vero che non sono state pagate e non vero che è stata fatta una dichiarazione falsa - ha detto il legale - il 4 febbraio, entro il termine di legge del 28 febbraio valido per qualsiasi contribuente, è stata dichiarata quale fosse la dimora familiare. Il pagamento con ravvedimento operoso è previsto dalla legge, ma è stato letto come un'iniziativa volta a correre ai ripari in maniera tardiva".

L'avvocato di Raimondo ha dovuto affrontare anche un'altra questione, relativa ad alcuni contributi pensionistici della Idem, sollevata, come racconta La Stampa, da Alvaro Ancisi, consigliere comunale di opposizione a Ravenna. Secondo quanto denuncia Ancisi, nel 2006, prima della sua nomina come assessore allo Sport, Idem sarebbe stata 'virtualmente' assunta dall'associazione Kajak, presieduta dal marito Guglielmo Guerrini con lo scopo, secondo il consigliere, di addebitare al Comune gli oneri previdenziali. L'ipotesi di Ancisi è che il rapporto di lavoro fosse "fittizio e strumentale": gli assessori che si mettono infatti in aspettativa dal proprio lavoro dipendente, hanno infatti gli oneri previdenziali pagati del Comune.

Dopo l'intervento del legale, il ministro ha risposto a poche domande dei giornalisti per poi lasciare la conferenza, nonostante le richieste dei cronisti perché rispondesse su altri punti.

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