Letta: "Processi Berlusconi non avranno effetti sul governo"

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Incontrando la stampa estera il premier si è detto fiducioso sulla tenuta dell'esecutivo: "Non vedo elezioni a breve". Poi ha avvertito: "Un messaggio debole dal prossimo consiglio Ue è un autogol che non possiamo permetterci"

Non ci saranno conseguenze sul governo dalle vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi. Ad assicurarlo è il presidente del Consiglio Enrico Letta, rispondendo a una domanda nel corso di un incontro con la stampa estera a Roma. "Vedo un governo stabile e concentrato sui suoi obiettivi. Non credo che ci saranno conseguenze di nessun tipo", ha risposto Letta (VIDEO) a chi chiedeva una valutazione sugli effetti per l'esecutivo della decisione della Corte Costituzionale di respingere il ricorso dei legali di Berlusconi. Ieri, mercoledì 19 giugno, la Consulta ha infatti respinto il ricorso in cui si chiedeva l'annullamento dell'ordinanza con cui il Tribunale di Milano si era rifiutato di rinviare un'udienza del marzo 2010 per un asserito legittimo impedimento. Questa pronuncia fa ora proseguire in Cassazione il processo Mediaset, in cui Berlusconi è già stato condannato a 4 anni in appello.

"Non vedo elezioni a breve" - Letta ha anche aggiunto di non vedere "elezioni anticipate a breve. Non mi sembra che ci sia questa situazione" (VIDEO). Dopo aver sottolineato che ritornare al voto con il Porcellum "ci riporterebbe indietro", il presidente del Consiglio ha ripetuto che "sarà possibile arrivare ad una nuova legge elettorale in 18 mesi. Questo è il tempo che ci siamo dati".

"Sento che le cose stanno andando bene" - Aprendo l'incontro con la stampa estera il premier ha inoltre affermato che ci sono "tutte le condizioni per fare le cose positive e applicare il programma sul quale il Parlamento ha dato la fiducia" (VIDEO). "Non sento sofferenza in quello che sto facendo, sento anzi molta attesa, molto impegno e vivo questa esperienza giorno per giorno con grande determinazione" ha aggiunto Letta rispondendo ad una sollecitazione sul fatto che sorrida poco. "A 50 giorni dall'inizio di questo impegno, a me sembra una vita, ho un sentimento molto positivo, sento - ha aggiunto il  premier- che le cose stanno andando bene, come mi aspettavo, come speravo, sento che c'è energia positiva che si sta liberando. Vedo tantissime difficoltà, ma ci metto tanta determinazione, tanta voglia di fare. Un sentimento positivo, mi sembra che ci siano tutte le condizioni per fare cose positive e applicare il programma sul quale il Parlamento mi ha dato la fiducia".

"Dalla Ue necessario un messaggio forte" - Parlando invece di prospettive internazionali Letta ha spiegato che se il Consiglio Ue di fine giugno darà "un messaggio debole", il prossimo Parlamento europeo "sarà il Parlamento più antieuropeo della storia dell'Europa". Letta ha ribadito che i due punti fondamentali sono "la lotta alla disoccupazione giovanile e la banking union. Uscire dal Consiglio con impegni generici e frasi di circostanza sarebbe un autogol che l'Europa in questo momento non può permettersi. Questo è il Consiglio che dà il "là alle elezioni europee dell'anno prossimo: se si dà un messaggio debole o di routine, il prossimo Parlamento europeo sarà il Parlamento più antieuropeo della storia dell'Europa".

Michaela Biancofiore: "Ricorrere alla corte di giustizia europea" - Intanto sui processi di Berlusconi si registra l'intervento del sottosegretario alla P.A. Michaela Biancofiore, secondo cui con la sentenza della Consulta "è venuto meno il principio cardine della democrazia, ovvero la leale collaborazione tra poteri". E anticipa: "Farò ricorso personale, se il Presidente mi darà il via libera, alla Corte dei diritti e di giustizia europea affinché possa avere un giusto processo". La deputata bolzanina aggiunge poi che "non è pensabile che i magistrati vengano nominati dalla politica, soprattutto quelli delle alte cariche, o che ci sia una magistratura rappresentata da correnti politiche". L'esponente Pdl garantisce comunque che "Letta non può dormire sonni tranquilli, e non per il centrodestra: è evidente che nell'alveo del centrosinistra, che già due mesi fa era convinto di aver vinto le elezioni, c'è un fuoco amico". Non solo: "C'è, indubbiamente, un reticolo di magistrati che di fatto hanno fondato un partito politico ideale, che è andato oltre ogni morale pubblica, e non a caso ci sono molti magistrati scesi in politica e che fanno della loro toga la loro forza".


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