Crisi e lavoro, governo: in arrivo un "decreto del fare"

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Vertice di maggioranza. Franceschini: "Presenteremo un provvedimento per favorire l'occupazione giovanile". Nessuna decisione sull'Iva. E sull'Imu Brunetta attacca Saccomanni: "E' solo un tecnico, meno parla meglio è"

Il governo sta mettendo a punto, con i suggerimenti dei partiti di maggioranza, un "decreto del fare", con su semplificazioni e lavoro per i giovani, con cui presentarsi al Consiglio europeo di fine mese. Nessuna decisione, invece, sull'Iva. Lo ha detto il ministro dei Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini al termine di un vertice a Palazzo Chigi tra esecutivo e maggioranza, a cui hanno partecipato anche il premier Enrico Letta, il vice Angelino Alfano e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Filippo Patroni Griffi. Il ministro dello Sviluppo Flavio Zanonato ha avvertito che molte misure saranno sostanzialmente a costo zero, data la scarsità di fondi a disposizione. Il vertice odierno ha anche confermato l'iter delle riforme istituzionali avviato nei giorni scorsi, come ha reso noto Franceschini, con "l'impegno a correre sull'approvazione del disegno di legge costituzionale sul percorso delle riforme per fissare la tabella di marcia che il Parlamento si è dato bisogna che la prima lettura di Camera e Senato avvenga entro luglio".

Un decreto del fare da portare a Bruxelles - "Abbiamo fatto un ragionamento su delle misure che dovranno essere oggetto di provvedimenti del governo, in parte disegni di legge in parte un 'decreto del fare', che consenta al governo italiano di presentarsi al Consiglio europeo del 27-28 (giugno) con una serie di misure, soprattutto in materia di semplificazione, di lavoro, in materia fiscale, di piccole e medie imprese", ha spiegato Franceschini uscendo da Palazzo Chigi. Il governo italiano si è impegnato con la Ue a portare al vertice di Bruxelles, dedicato al rilancio dell'occupazione, misure concrete che aiutino soprattutto i giovani.

Zanonato: “Entro giugno decreto per stimolare l’economia. Poi revisione Imu” - Parlando a margine dell'assemblea di Confartigiano, il ministro Zanonato ha detto che il governo varerà "un decreto urgente con interventi concreti per stimolare l'economia. Il nostro compito e dell'intero sistema Paese è di far ripartire l'economia". Il decreto, ha spiegato, conterrà tra gli altri interventi sul credito e per la riduzione del costo dell'energia. "Siamo in corsa contro il tempo", ha aggiunto. Quanto all’Imu, Zanonato ha detto che “entro settembre sarà invece completata la revisione Imu con norme di deducibilità sugli immobili strumentali. Anche io ho sempre trovato contraddittoria la tassazione sui capannoni come beni immobili, siamo di fronte a un bene strumentale, come un tornio o una pressa, così è il magazzino".

Nessuna decisione sull’Iva - Per quanto riguarda l'aliquota ordinaria dell'Iva, che dal primo luglio aumenterà dal 21% al 22% in mancanza di interventi, Franceschini si è limitato a dire: "Ci sono due scadenze. C'è una scadenza fissata dal Parlamento che prevede che si intervenga sull'Imu entro il 31 agosto e c'è una scadenza più ravvicinata per cui serve una decisione sull'Iva entro il 30 giugno: ci lavoreremo. È presto per dare delle risposte, perché servono risorse". Evitare l'aumento dell'Iva richiede 2 miliardi nel 2013 e 4 miliardi l'anno dal 2014. Finora il governo si è mosso sull'ipotesi di rinviare di sei mesi l'incremento, e comunque modulare in modo diverso l'aumento secondo i settori, anche se sia il Pdl che il Pd premono per un congelamento secco.

Brunetta: "Saccomanni meno parla meglio è"
- Il capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta, confermando che non ci sono ancora decisioni in merito, ha definito "negativo" un semplice rinvio dell'aumento Iva. Ma da Brunetta è arrivata anche una dura stoccata al ministro dell'Economia. Rispondendo a una domanda dei giornalisti che gli chiedevano della contrarietà di Saccomanni a un'abolizione totale dell'Imu, il capogruppo del Pdl ha risposto: "Ricordo al ministro dell'Economia che è un tecnico, farebbe bene ad attenersi alle indicazione della maggioranza. Saccomanni meno parla meglio è".



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