Maroni: "Bossi segretario? Adesso sono io, punto"

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Il governatore della Lombardia, ospite dell'Intervista di Maria Latella a SkyTG24, risponde al Senatur. E poi avverte: "Chi vuole la vecchia Lega si può accomodare fuori". Sul governo Letta: "I processi di Berlusconi lo influenzeranno negativamente"

Roberto Maroni, presidente della Lega Nord e governatore della Regione Lombardia, è stato ospite dell"Intervista di Maria Latella, lo spazio di approfondimento di SkyTG24 (QUI L'INTERVISTA INTEGRALE).

Maroni: "Processi Berlusconi influenzeranno governo"
- Parlando delle prospettive del governo Letta Maroni ha previsto che "durerà al massimo fino ai primi mesi dell'anno prossimo". Tra i punti deboli dell'esecutivo, secondo il leader del Carroccio, la situazione giudiziaria di Silvio Berlusconi e l'avvicinarsi delle sentenze dei suoi processi. "Mi auguro che la politica italiana abbia ambizioni più alte che non seguire la sorte processuale di Silvio Berlusconi. Ma certamente questa influenzerà negativamente sul governo. Questo dimostra anche la debolezza di questo governo" ha detto Maroni.



"Chi vuole la vecchia Lega si accomodi fuori" - Parlando invece del futuro del Carroccio, Maroni spiega che "l'Idv è sparito, la Lega invece  c'è".  "Io ho vinto le elezioni in Lombardia, la nostra strategia è prima il Nord, c'è una questione settentrionale aperta - ha detto il  segretario della Lega -. Noi pretendiamo di interpretare questa questione, abbiamo un progetto e una strategia. Finché c'è la  questione settentrionale c'è bisogno di un partito come la Lega". Maroni si è poi dichiarato addolorato per l'intervista rilasciata qualche giorno fa da Umberto Bossi. Ma ha anche ribadito che, il Senatur "ha detto chiaramente mille volte di voler tornare a fare il segretario della lega. Adesso il segretario sono io: punto". La vecchia Lega, ha spiegato, "quel capitolo lì, Belsito, la Tanzania, è una pagina chiusa. Chi ha nostalgia per quella Lega si accomodi fuori, nella Lega non c'è più spazio".

Contrario allo Ius Soli - Maroni poi è tornato a dichiararsi contrario allo Ius Soli, ovvero all'acquisizione della cittadinanza per i bambini nati in Italia.  "Ci sono paesi in cui questo esiste - ha detto Maroni - ma io sono contrario per l'Italia, perché è un paese di confine. Mettere questa legge vuol dire favorire l'immigrazione clandestina. Una volta che nasce qui un bambino che fai? Rimpatri la madre?"


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