Comunali, urne aperte. Incognita astensionismo

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Secondo turno per 68 comuni che dovranno scegliere il sindaco. Occhi puntati sulla sfida di Roma tra Alemanno e Marino, ma si teme la scarsa affluenza. In Sicilia primo turno in 142 comuni, tra cui 4 capoluoghi di provincia

Quello di domenica 9 e di lunedì 10 giugno è un turno di ballottaggio per forza di cose segnato dall'incognita affluenza. Dopo la scarsa partecipazione di elettori al primo turno - con il suo apice negativo a Roma, dove l'astensione ha interessato quasi un cittadino su due - gli occhi saranno puntati sulle percentuali di presenze al seggio, che per forza di cose ci diranno se siamo o meno di fronte a uno 'sciopero del voto' da parte degli elettori. Il turno di ballottaggio interessa 68 Comuni, in 13 Regioni, di cui 11 capoluoghi di Provincia, vale a dire Ancona, Avellino, Barletta, Brescia, Iglesias, Imperia, Lodi, Roma, Siena, Treviso e Viterbo. Il numero degli elettori coinvolti sfiora i 4,9 milioni e le sezioni elettorali saranno in tutto 5.074.

In Sicilia primo turno per le comunali
- Le operazioni di voto si svolgeranno domenica 9 giugno, dalle ore 8 alle 22, e lunedì dalle 7 alle 15 (a Pergine Valsugana, unico Comune del Trentino-Alto Adige al ballottaggio, si vota solo domenica 9). Domenica e lunedì si voterà anche in Sicilia per un primo turno di elezioni (con eventuali ballottaggi il 23 e 24 giugno) che interesserà 142 comuni, di cui 4 capoluoghi di provincia (Catania, Messina, Ragusa e Siracusa). In questo caso il corpo elettorale è composto da 1 milione e 637.134 cittadini che dovrà scegliere per la carica di sindaco tra 485 candidati, di cui 430 uomini e 50 donne. In quest'occasione la regione si allineerà a quanto già fatto a livello nazionale, infatti domenica debutterà la doppia preferenza di genere, approvata con una legge dall'Assemblea regionale siciliana, che obbligherà l'elettore ad indicare due nomi sulla scheda, purché il secondo faccia riferimento a un candidato di altro sesso rispetto al primo, pena l'annullamento della seconda preferenza.

Incognita affluenza - Sui due giorni di ballottaggi sono quindi accesi i riflettori della politica italiana, se non altro per cercare di capire se il crollo a due cifre dell'affluenza potrà ripetersi, o magari addirittura peggiorare. Il dato del primo turno si è fermato al 62,38%, cioè quasi 15 punti percentuali in meno rispetto alle elezioni omologhe del 2008 (78,1%). Ma il vero tracollo dell'affluenza lo ha registrato la Capitale, con un risicatissimo 52,8%, quasi 21 punti percentuali in meno (73,66%). Del resto al primo turno l'astensione si è fatta sentire anche a livello regionale, soprattutto in Toscana (60,16%, -20,5 punti percentuali), seguita dall'Emilia Romagna (61,85%, -18,84) e dall'Umbria (62,74, -16 punti percentuali).

Al secondo turno astensionismo sempre in crescita - I timori sull'astensione trovano tuttavia conferma se si analizza l'andamento delle elezioni comunali degli ultimi venti anni: l'affluenza ai ballottaggi ha fatto sempre registrare un calo rispetto al primo turno, come evidenziano i dati sulla tornata omologa del 2008 (-13,5 punti percentuali rispetto al primo turno), quella del 2003 (-9,6 punti) e, ancora indietro nel tempo, del 1998 (-17,2) o anche le due del 1993, che archiviarono un calo rispetto al primo turno rispettivamente di 17,2 e di 11,7 punti percentuali.

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