Berlusconi: sì a elezione diretta del capo dello Stato

1' di lettura

Il Cavaliere rilancia il semi presidenzialismo. E assicura: "E' finita la guerra civile. Il governo è forte". Poi sostiene Alemanno alle Comunali e annuncia: a Roma accordo all'utilizzo dei militari nelle periferie. Renzi: "I problemi sono altri"

"Siamo riusciti a mettere insieme il centrodestra e il centrosinistra ponendo fine a una lunga guerra fredda, ad una guerra civile. Abbiamo un governo forte che può fare quelle riforme e che una sola parte non poteva fare". A dirlo, alla televisione romana T9 in un'intervista a sostegno di Gianni Alemanno in vista del ballottaggio a Roma (lo speciale amministrative - il confronto su SkyTG24), è Silvio Berlusconi. E la riforma che ha in mente il Cavaliere è quella semi-presidenzialista, quella che "possa portare il nostro paese all'elezione diretta del capo dello stato".

Appello agli elettori di Marchini - Nel corso dell'intervista il leader del Pdl se la prende poi con il candidato del centrosinistra a Roma, Ignazio Marino. "Un candidato della sinistra che non ha gestito mai nulla e viene fuori dalla professione di medico", spiega Berlusconi. "Non è romano e non conosce nulla della vita dei cittadini romani, dei problemi della città e non conosce nulla della macchina comunale che è una macchina molto complicata". "Mi rivolgo ai cittadini - è l'appello dell'ex premier - che hanno votato per Marchini, non credo possano passare da un voto dato ad un uomo del fare, a un imprenditore, a un voto per un medico che non ha mai gestito nulla e che non conosce Roma e i suoi problemi. Credo che questi cittadini romani andranno a votare e che nel loro interesse questo voto lo riverseranno su Gianni Alemanno".

Incontro tra Alfano, Berlusconi e Alemanno - Il Cavaliere svela poi di aver "avuto una riunione con il nuovo ministro degli Interni Angelino Alfano e Gianni Alemanno in cui si è deciso di dare il via al poliziotto e al carabiniere di quartiere e anche all'utilizzo dei militari nelle periferie". Berlusconi spiega che "è importante per il centrodestra che la Capitale sia amministrata dal centrodestra. E' importante per i romani dare un contributo alle nostre battaglie nazionali: contro l'oppressione fiscale, burocratica e giudiziaria".

Berlusconi: "M5S destinato a ridursi" - Passando invece alla politica nazionale, secondo Berlusconi serve che Enrico Letta "vada a Bruxelles e dica: io faccio così. Non possiamo più accettare certi diktat, siamo noi che dobbiamo decidere ciò che è necessario fare per rimettere in piedi la nostra economia". Il Cavaliere poi non si risparmia una stoccata verso il Movimento 5 Stelle, che "si è si è ridotto molto e credo che sia destinato a ridursi sempre di più perché con l'avvento dei candidati di Grillo in Parlamento, tutti hanno potuto vedere che questi signori sono di un'insipienza totale e sono dei semplici burattini telecomandati attraverso internet da Grillo e dai suoi atteggiamenti che non sono certamente quelli di una persona di buon senso".

Deputati Pd presentano proposta per semi-presidenzialismo - Intanto, una proposta di legge costituzionale per introdurre il semipresidenzialismo alla francese accompagnato da una legge elettorale maggioritaria a doppio turno è stata presentata nel corso di una conferenza stampa a Montecitorio da alcuni deputati del Pd: Vinicio Peluffo, Roberto Giachetti, Antonio Misiani, Andrea Martella e Sandro Gozi sono alcuni dei firmatari, espressione di aree diverse del partito. Ma alla proposta ha aderito anche Andrea Romano di Scelta civica e la volontà auspicata è stata quella di arrivare alla più ampia convergenza in Parlamento. Peluffo ha spiegato che la proposta era stata già presentata nella scorsa legislatura "quando il tema non era così in voga come adesso che siamo in una fase con nuove opportunità".
Il modello semipresidenziale di tipo francese, ha proseguito, "può recuperare il rapporto dell'opinione pubblica con la politica, riconsegnare agli elettori la scelta di chi deve governare, introdurre una democrazia che decide". Giachetti, che è sostenitore del presidenzialismo da tempo, ha giudicato "positivo che nel Pd cresca il consenso su questa soluzione" e "mi auguro che si possa trovare un'ampia convergenza in Parlamento". Misiani ha invitato a "guardare con laicità al modello semipresidenziale francese" ammettendo però che "in Italia servono pesi e contrappesi".

Renzi: "I problemi sono altri"
- Roma si occupano di "cose che non riguardano la vita di tutti i giorni, anche adesso il problema sembra essere il presidenzialismo, il semi-presidenzialismo, l'elezione diretta del premier". Cosi' Matteo Renzi in un comizio a Lodi a sostegno del candidato sindaco, Simone Uggetti, al ballottaggio per le comunali. "Invece oggi l'unica cosa di cui ci sarebbe bisogno è quella di dar certezza con un sistema elettorale come quello dei sindaci, oggi l'unica cosa che conta e' veder realizzati dei progetti". Da Roma ha insistito il sindaco di Firenze "arrivano discussioni alte e importanti ma spesso lontane dalla vita di tutti i giorni".

Leggi tutto