Lega, Bossi attacca Maroni. La replica: "Ci danneggia"

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Il Senatur in un’intervista si scaglia contro il suo successore: "Un traditore, il capo resto io". Il governatore della Lombardia: "Parole che contribuiscono a rendere più difficili i ballottaggi". Sulla stessa linea anche Salvini: "Intervento dannoso"

E’ caos in casa Lega. Martedì 4 giugno, con un’intervista a Repubblica, l’ex leader lumbard Umberto Bossi è tornato ad attaccare il suo successore, il segretario del Carroccio (e attuale presidente della Regione Lombardia), Roberto Maroni. "A me non mi ammazza nessuno, e stavolta mi hanno fatto davvero incazzare. Il capo della Lega resto io", ha detto Bossi al quotidiano, arrivando a definire l’ex ministro dell'Interno un "traditore" e sottolineando di non aver mai preso soldi dal partito se non per militanza.

Dal diretto interessato, ovvero Roberto Maroni, arriva la replica nel pomeriggio. "Non sono per nulla preoccupato: l'unico effetto che hanno queste interviste è di danneggiare la Lega e di contribuire a rendere più difficile la vittoria ai ballottaggi": ha detto commentando l'intervista a Repubblica di Umberto Bossi.  Poi, alla domanda se in questi giorni abbia parlato con Bossi, Maroni ha risposto: "Noi parliamo sempre, io sono tranquillissimo".

In difesa del segretario si è schierato Matteo Salvini (segretario della Lega Lombarda e vicesegretario del Carroccio), che a SkyTG24 ha dichiarato (QUI L'INTERVISTA INTEGRALE): "Maroni è stato eletto dal 100 per cento dei militanti, punto. Bossi ne prenda atto e ci dia una mano a lavorare". Salvini definisce l'attacco di Bossi "curioso, dannoso e inutile. Inutile per Bossi, che ha fatto tanto per la Lega e non merita di essere ricordato per queste polemiche finali. È inutile alla Lega, abbiamo 300 sindaci che si dannano l’anima per tenere aperte le scuole materne, le case di riposo e diminuire le tasse. La battaglia sarà durissima".


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