Napolitano: governo Letta a termine, 18 mesi per le riforme

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Il capo dello Stato insiste sulla nuova legge elettorale: "Basta sterili contrapposizioni. Tema non può più essere eluso, si rischia nuova sentenza della Consulta". Ma non commenta l’ipotesi del presidenzialismo: “Né oggi, né mai”

"18 mesi sono un tempo appropriato per le riforme". A dirlo è Giorgio Napolitano, conversando con i giornalisti al termine delle celebrazioni per il 2 giugno. "Sarà un processo molto complesso, l'importante è tenere il ritmo", ha aggiunto, "non ho detto che entro il prossimo 2 giugno debbano essere approvate". La scadenza è la fine del prossimo anno, ma "di qui a un anno si capirà a che punto siamo, si capirà se l'Italia si è data una prospettiva nuova". Non vuole invece commentare l'ipotesi di una riforma in chiave presidenzialista, ipotesi avanzata prima da Enrico Letta e rilanciata da Angelino Alfano. E' un tema questo, sul quale il Capo dello stato non intende parlare "né oggi, né mai".

"Riforma elettorale non può più essere elusa" - Entrando nello specifico sulla legge elettorale però, il Capo dello Stato ha spiegato che occorre evitare che "ognuno sventoli la propria bandiera" come avvenuto anche nei mesi scorsi, per arrivare così ad una situazione sterile.  La riforma della legge elettorale non può essere elusa, anche perché "può darsi che ci sia una nuova sentenza della Consulta, che questa volta potrebbe indicare con più precisione i punti da modificare" della legge attuale, come il premio di maggioranza senza soglia di accesso. Questo comunque "non vuol dire che si debba tornare al proporzionale puro", anche perché si può "salvaguardare il carattere maggioritario della legge attuale".

"Governo Letta esperienza a termine" - Per quanto riguarda infine il governo Letta, Napolitano sposa la linea spiegata venerdì dal premier a Trento, e sostiene che questo esecutivo è un'esperienza "eccezionale e senza dubbio a termine". "Apprezzo quanto fatto dalle forze politiche" che hanno deciso di comporre la maggioranza, ha spiegato in chiusura dei festeggiamenti per il 2 Giugno, "sono scelte che comportano sacrifici". Ora si deve insistere sulle riforme. "Questa volta dobbiamo riuscirci".

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