Letta: "La priorità è ridurre le tasse sul lavoro"

1' di lettura

Il premier a Trento per il festival dell'Economia: "Primo obiettivo far scendere la disoccupazione". Poi spiega che il suo governo è "un fatto eccezionale e non si ripeterà". Sulle riforme: "Il prossimo capo dello Stato sarà eletto con un nuovo sistema"

"La priorità è abbassare la  disoccupazione e far costare meno il lavoro nel nostro Paese". A ribadirlo con forza da Trento, dove si svolge il Festival dell'Economia, il premier Enrico Letta, che ha sottolineato come "la priorità assoluta è abbassare le tasse sul lavoro per far lavorare di più i giovani". "Faremo le scelte giuste, mantenendo gli impegni", ha  assicurato, sottolineando "che non ci si può più indebitare come fatto in passato" e a questo proposito ha ricordato che "l'Italia spende il 5% del suo pil per pagare i debiti del passato".

Letta: "Nostro governo fatto eccezionale che non si ripeterà" - Parlando poi della maggioranza che lo sostiene il premier ha spiegato che il suo governo un fatto "eccezionale e non si ripeterà". Questo governo, ha aggiunto il premier, ha il compito di "ridare al Paese un campo da gioco praticabile". Letta ha quindi fatto il punto sulle riforme da fare. "La legge elettorale deve cambiare, non possiamo rivotare col porcellum", ha detto. Sulle riforme costituzionali, invece, dopo aver sottolineato che "quelle fatte a maggioranza semplice, gli uni contro gli altri, non funzionano", ha spiegato che "devono chiudere la stagione del bicameralismo paritario, con una camera che dia la fiducia e una delle autonomie, dei sindaci e delle regioni, che sia di verifica". Oltre a questo bisogna "dimezzare i parlamentari e andare verso meccanismi decisionali piu' semplici". "Attorno a questi temi ci giochiamo buona parte del successo di un tentativo della politica di essere credibile", ha aggiunto.

Letta: "Prossimo presidente della Repubblica sarà eletto in modo diverso" - Da cambiare il sistema di elezione del presidente della Repubblica. "La settimana vissuta a metà aprile per l'elezione del Capo dello Stato - ha ricordato Letta - con le regole della costituzione vigente è stata drammatica per la nostra democrazia". "La fatica della nostra democrazia - ha aggiunto - è emersa lì; tuttavia non credo potremmo più eleggere il Presidente della Repubblica in quel modo lì, perché assegnare questa elezione a mille persone non è più possibile". "Non credo che spetti a me dire quale dovrà essere il modello per la prossima riforma costituzionale. Dobbiamo però rendere possibile che in Italia se ne tratti e lo faremo", ha concluso, ricordando che "è cambiata la democrazia rappresentativa".

Leggi tutto